22 settembre 2019
Aggiornato 19:00
Udine

Via Mercatovecchio, dopo lo stop alle auto, ecco un Comitato contro la pedonalizzazione

Il portavoce Belviso: «E’ una decisione che accontenta un piccolo numero di ciclisti e ambientalisti penalizzando tutto il resto della popolazione»
Via Mercatovecchio, dopo lo stop alle auto, ecco un Comitato contro la pedonalizzazione
Via Mercatovecchio, dopo lo stop alle auto, ecco un Comitato contro la pedonalizzazione Diario di Udine

UDINE - Ora che la giunta Fontanini ha dichiarato di voler fare un passo indietro rispetto alla riapertura al traffico di via Mercatovecchio, tornando all’ipotesi della pedonalizzazione, è nato un Comitato che chiede il rispetto delle promesse fatte in campagna elettorale, e quindi il libero accesso ad auto e bus in via Mercatovecchio e nelle vie limitrofe.

La posizione del Comitato

A farsi portavoce della protesta è Marco Belviso, consigliere di quartiere di «Udine Centro», che ha scritto rivolgendosi al sindaco Pietro Fontanini: «I sottoscritti desiderano esprimere sconcerto e dissenso per la decisione di chiudere il centro storico, e in particolare via Mercatovecchio, alle auto private e ai bus. E’ una decisione che accontenta un piccolo numero di ciclisti e ambientalisti penalizzando tutto il resto della popolazione e una serie di istanze e principi che a nostro parere meritano invece rispetto. Chiudere alle auto e ai bus via Mercatovecchio e le sue vie di accesso rappresenta innanzitutto un atto provocatorio e di sfida verso tutti gli elettori del centrodestra a cui era stato promesso la sua riapertura. Chiudere alle auto queste vie penalizza inoltre tutta la popolazione che desidera vivere il centro e non essere costretto a parcheggi distanti e costosi. Come si fa ad ignorare che le vie più vivaci ed attraenti della nostra città sono proprio quelle pedonali?».

Mantenere le promesse della campagna elettorale 

Il Comitato Centro Aperto, questo il nome scelto dal sodalizio, prosegue così il suo intervento: «Riaprire alle auto afferma il principio che sono secondarie e sacrificabili le categorie con bisogni particolari: persone con disabilità e anziani. Si tratta di persone e soggetti che vanno tutelati per un elementare principio di umanità, di dignità, di democrazia: è impensabili che questi soggetti percorrano il centro in bici, in carrozzina o a piedi. I sottoscritti chiedono quindi che siano mantenute le promesse fatte in campagna elettorale, fra l'altro al centro del programma del centrodestra oltre che segnale di forte discontinuità con quindici anni di sinistra».