23 maggio 2019
Aggiornato 09:30
Udine

Via Mercatovecchio, il Pd attacca: «La maggioranza è in frantumi»

Il Pd va all'attacco con la consigliere Del Torre e con il segretario Shaurli: «Da Oslo ad Amburgo, da Torino a Caltanissetta a Matera, la direzione è quella di tenere le automobili fuori dal centro»

UDINE - «Una maggioranza in frantumi, che non ha una visione comune, è priva di idee, di proposte concrete o di opinioni coerenti». L’attacco al governo della città di Udine arriva dalla consigliera Cinzia del Torre (Pd), che prende spunto dalle fratture emerse nella maggioranza per l’elezione del presidente del quartiere di ‘Udine Centro’ (ad accendere le polemiche è stata la sconfitta del candidato Marco Belviso) e per la scelta di tornare alla pedonalizzazione di via Mercatovecchio (a dichiararsi contrari sono stati i consiglieri di Lega, Antonio Pittioni, e di Progetto Fvg, Antonio Falcone). Sulla questione, critico anche il segretario dem Cristiano Shaurli.

Le parole di Del Torre

«Il sindaco, non sapendo che fare di fronte a una maggioranza che si sfilacciava - continua Del Torre -  pensava di poter prendere tempo e far passare placidamente i mesi, mentre in centro storico sfrecciavano le auto. I cittadini di Udine, però, hanno reagito con fermezza e il Comitato Autostoppisti ha obbligato la maggioranza a decidere. Il sindaco pensava non fosse un problema nominare consigli di quartiere senza compiti, ruoli o fondi da gestire, e credeva non ci sarebbero stati problemi a istituire poltrone inutili e senza scopo, mentre l’effetto è stato una netta frattura, in tutta la maggioranza. In meno di un anno - chiude la consigliera - hanno fatto davvero poco, eppure la maggioranza è comunque in frantumi. Solo se stanno fermi immobili non litigano, ma i cittadini non li hanno certo votati per questo».

L'attacco di Shaurli 

Sull’inversione di rotta sul futuro di via Mercatovecchio è intervenuto anche il segretario del Pd Fvg, Cristiano Shaurli: «Quando qualcuno cambia idea, soprattutto se l’idea è sbagliata e anacronistica, non si può che essere soddisfatti. Dispiace solo che per capirlo a Fontanini siano serviti otto mesi e la mobilitazione spontanea di centinaia di cittadini. Spero che questi otto mesi di dibattito su un tema che in centinaia di città europee è stato già superato - aggiunge Shaurli - servano almeno come insegnamento generale: quasi mai la risposta ai problemi è nel ritorno al passato. Da Oslo ad Amburgo, da Torino a Caltanissetta a Matera, la direzione è quella di tenere le automobili fuori dal centro. Udine può e deve avere l'ambizione di essere una città europea».