18 giugno 2019
Aggiornato 11:00
Il 30 marzo

Fedriga: «Sarò a Verona per difendere i diritti dei bambini»

Il Governatore del Friuli Venezia Giulia annuncia la partecipazione al Congresso mondiale della famiglia a Verona
Fedriga: «Sarò a Verona per difendere i diritti dei bambini»
Fedriga: «Sarò a Verona per difendere i diritti dei bambini» Ufficio Stampa

UDINE - «Il 30 marzo sarò al Congresso mondiale della famiglia a Verona, per testimoniare che i diritti dei bambini non sono comprimibili e che spetta ai genitori, non a strutture ideologizzate, crescere i figli». Lo fa sapere Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia. «Questo - precisa - è quanto sta avvenendo in Inghilterra e negli Stati Uniti».

A difesa del valore universale della famiglia naturale 

Questo il messaggio postato sulla sua pagina Facebook da Fedriga: «Sul Congresso mondiale della famiglia solo falsità, al fine di delegittimare chi difende il diritto di un bambino ad avere una mamma e un papà. Il 30 marzo sarò anch'io a Verona, al fianco di chi riconosce il valore universale della famiglia naturale. Sono esterrefatto dalle interrogazioni di alcuni parlamentari che, protetti dallo scudo dell’insindacabilità, diffondono fake news: tra queste l'accusa a una delle relatrici di aver proposto l'introduzione della pena di morte per gli omosessuali, quando la stessa si è sempre battuta contro la pena capitale e mai ha firmato proposte di legge orientate in tal senso».

«La nostra terra è dalla parte dei bambini»

«Il tentativo di screditare un’importante iniziativa a favore della famiglia, riducendola a qualcosa di antistorico e liberticida - conclude il governatore del Fvg - è un'operazione meschina che mette sotto attacco la famiglia intesa quale nucleo fondamentale su cui poggia la nostra società. Il 30 marzo sarò pertanto a Verona a portare i miei saluti e quelli della Regione Friuli Venezia Giulia. Nell'occasione ribadirò inoltre che la nostra terra è dalla parte dei bambini e che i diritti dei più deboli mai debbono poter essere oggetto di mercificazione né tantomeno essere sacrificati sull'altare di ideologie mirate a scardinare l'essenza stessa della nostra comunità».