17 agosto 2019
Aggiornato 13:00
L'evento

A Magnano in Riviera arriva 'Zafferano, passione o occasione di sviluppo?'

l'incontro si focalizzerà sulla possibilità di espansione della coltivazione dell’oro rosso in Fvg e sarà un occasione per scoprire questa preziosa spezia che può arrivare a costare anche 25 mila euro al kg
A Magnano in Riviera arriva 'Zafferano, passione o occasione di sviluppo?'
A Magnano in Riviera arriva 'Zafferano, passione o occasione di sviluppo?'

MAGNANO IN RIVIERA – Il Friuli potrà aggiungere lo zafferano ai prodotti alimentari di alta qualità che già produce? L’esperienza in corso a Magnano in Riviera - dove da alcuni anni un medico chirurgo, per diletto, sta coltivando la spezia - sembrerebbe confermarlo.

L'incontro

La zona si è infatti dimostrata particolarmente vocata alla crescita del Crocus sativus garantendo un prodotto con alti livelli di purezza e qualità organolettiche. Sulla possibilità di espansione della coltivazione dell’oro rosso, amministratori e tecnici si confronteranno sabato 23 marzo – alle 11, nella sala polifunzionale di Magnano in Riviera – nel convegno 'Zafferano, passione o occasione di sviluppo? Il caso Magnano'. Organizzato con la collaborazione del comune (previsto in apertura il saluto della vice sindaca Roberta Moro). 

I temi

Interverranno il medico Alfredo Carnesecchi, che illustrerà la propria esperienza di coltivatore di zafferano; Luisa Dalla Costa, docente dell’Università di Udine (in tecniche agronomiche e post-raccolta); l’igienista Renato Nardini (che parlerà di principi attivi dello zafferano e loro lettura). Le conclusioni saranno tratte da Stefano Zannier, assessore all’agricoltura della regione Friuli Venezia Giulia. In Italia sono circa cinquanta gli ettari destinati alla coltivazione del Crocus sativus con circa trecento imprese agricole che producono dai 450 ai 600 kg di spezia. Trentacinque ettari si trovano in Sardegna, i restanti sono suddivisi tra Toscana, Marche, Abruzzo, Umbria, Emilia e Friuli. A livello mondiale è l’Iran a detenere il monopolio con il 90% della produzione; il resto proviene da India, Grecia, Marocco, Spagna e Italia. Attualmente la resa mondiale si attesta sulle 178 tonnellate l’anno.