19 luglio 2019
Aggiornato 12:30
Pordenone

'R-evolution' parte per un viaggio lungo la nuova 'Via della Seta'

Guidato dal giornalista che da cinque anni racconta il nuovo volto del colosso cinese, Claudio Pagliara, responsabile dell’ufficio di corrispondenza Rai da Pechino
'R-evolution' parte per un viaggio lungo la nuova 'Via della Seta'
'R-evolution' parte per un viaggio lungo la nuova 'Via della Seta'

PORDENONE – Non poteva trovare epilogo più incandescente e focalizzato nel cuore della notizia la prima edizione di 'R-evolution', il ciclo di lezioni di storia contemporanea promosso dal teatro Verdi di Pordenone con Crédit Agricole FriulAdria, curato dalla Associazione europa cultura in collaborazione con il premio giornalistico internazionale Marco Luchetta – Link festival e l’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia.

L'incontro

Si parte lungo la nuova 'Via della Seta' domenica 31 marzo - alle 11 con ingresso come sempre aperto al pubblico e crediti Ecm per i giornalisti (inviti gratuiti fino ad esaurimento info https://www.comunalegiuseppeverdi.it) -, guidati dal giornalista che da cinque anni racconta il nuovo volto del colosso cinese, Claudio Pagliara, responsabile dell’ufficio di corrispondenza Rai da Pechino. Converseranno con lui Giuseppe Chiellino, dell’ufficio centrale del Sole 24 Ore, esperto di tematiche europee, in un talk condotto da Giovanni Marzini, Segretario di Giuria del premio Luchetta, a lungo caporedattore del Tgr Friuli Venezia Giulia. «Quando abbiamo varato la traccia di incontri per 'R-evolution 2019' sapevamo di essere nel cuore dell’evoluzione degli equilibri internazionali legati alla dialettica Europa – Stati Uniti, alla questione delle migrazioni e all’ancora confusa definizione della Brexit – spiega il presidente del teatro Verdi Giovanni Lessio –. E immaginavamo una rapida centralizzazione del tema 'nuova Via della Seta', ma non che il nostro incontro si sarebbe svolto addirittura con il memorandum Italia- Cina. Questo testimonia la lungimiranza del progetto e la sua capacità di trasformarsi ogni volta in agorà vitalissima del nostro tempo. Ci auguriamo che 'R-evolution' possa avere nuove edizioni grazie all’impegno della Associazione europa cultura, che lo ha ideato e organizzato con la sinergia del premio Luchetta e dell’Ordine regionale dei giornalisti».

La dichiarazione

«L'Italia – spiega Claudio Pagliara, corrispondente Rai a Pechino - si era candidata ad essere terminale portante della nuova Via della Seta, proprio come era duemila anni fa. Adesso, con la firma del Memorandum Italia – Cina, la via della seta sembra schiudere opportunità concrete legate innanzitutto ai grandi progetti infrastrutturali. E nel frattempo la Cina ha varato una nuova legge sugli investimenti esteri, con l’obiettivo di rispondere alle preoccupazioni della comunità internazionale in tema di proprietà intellettuale: la nuova via della seta è infatti al centro del dibattito mondiale. L'Italia e' il primo Paese del G7 ad abbracciarla, nonostante le critiche di Washington e Bruxelles. La Cina la promuove con la formula 'win - win', ma l’85% delle aziende che lavorano lungo la direttrice est / ovest sono cinesi. L'adesione di un Paese importante come l'Italia e' l’occasione per Pechino per dimostrare che dal progetto lanciato sei anni fa da Xi Jinping tutti i partecipanti possono davvero trarre vantaggi. Per il momento si assiste ad un ripensamento da parte di alcuni Paesi che avevano entusiasticamente aderito: lo Sri Lanka e' stato costretto a cedere il porto ai cinesi non potendo ripagare il debiti contratti per costruirlo. E il Pakistan è ad un passo dalla bancarotta proprio per i costi del progetto vetrina di 'Belt and Road Iniziative', 60 miliardi di investimenti. Una seria riflessione si impone per l’Italia e per l’Europa …».

L'Europa

Dal punto di vista dell’Europa, quale ruolo nel contesto di un nuovo ordine mondiale in costante evoluzione? Puntare lo sguardo verso la Cina significa, per l’Europa, ritrovare la necessità di una dialettica che vede la Ue come soggetto univoco, anziché sfilacciato nelle decisioni dei suoi Stati membri. Così almeno sembrano pensarla Angela Merkel ed Emmanuel Macron.