20 aprile 2019
Aggiornato 19:00
Udine

A teatro ritorna «La Grande Storia dell’Impressionismo»

Il nuovo appuntamento è in programma il prossimo 4 giugno alle 21
A teatro ritorna 'La Grande Storia dell’Impressionismo'
A teatro ritorna 'La Grande Storia dell’Impressionismo'

UDINE - 'La Grande Storia dell’Impressionismo' fa il bis a Udine. A fronte del tutto esaurito per l’imminente spettacolo del 4 aprile, a grande richiesta viene annunciato un nuovo appuntamento in programma il prossimo 4 giugno (ore 21) al teatro Nuovo Giovanni da Udine, organizzato dall’agenzia friulana Vigna PR srl. I biglietti saranno in vendita a partire dalle 16 di martedì 26 marzo online su Ticketone.it, nei punti vendita autorizzati Ticketone e alle biglietterie del teatro nuovo Giovanni da Udine (da martedì a sabato dalle 16 alle 19).

L'incontro

'La grande storia dell’impressionismo' è il nuovo racconto-spettacolo creato da Marco Goldin che mette in scena nei principali teatri italiani l’incanto della pittura da Monet a Van Gogh, con una produzione visiva davvero unica che dà vita ai quadri degli impressionisti. Marco Goldin, il maggiore esperto di impressionismo del nostro paese, condurrà poeticamente lo spettatore nella Francia degli ultimi decenni dell’Ottocento, con il suo modo unico di raccontare l’arte, accessibile e profondo, scandagliando emozione e conoscenza, e mettendo assieme parole, sensazionali immagini e straordinarie musiche. Al suo fianco sul palco Remo Anzovino, uno dei principali esponenti della scena musicale contemporanea che ha composto le musiche originali dello spettacolo che eseguirà dal vivo al pianoforte. Sullo sfondo invece le esclusive scenografie video create dai videomaker Fabio Massimo Iaquone e Luca Attilii, in grado di ideare una produzione visiva che non si era mai vista prima d’ora nei teatri italiani per uno spettacolo di questo genere.

Il programma

Goldin, facendo ricorso al suo narrare fluido ed empatico, accompagnerà tutti dapprima nella foresta di Fontainebleau, dove i giovani impressionisti, da Monet a Pissarro, da Renoir a Sisley, si incontravano a metà degli anni sessanta per dipingere. E proprio l’amore nei confronti del paesaggio farà da contrappunto a tutto il percorso, anche quando si entrerà nel decennio successivo, quello canonico dell’impressionismo. Periodo in cui prenderanno il via, da quella memorabile del 1874 nello studio di Nadar, le esposizioni impressioniste, con l’ingresso sulla scena parigina della pittura anche di Cézanne, Degas e Gauguin, o di figure femminili come Berthe Morisot o l’americana Mary Cassatt. La meraviglia del fiume, i disgeli lungo la Senna, le alte scogliere di Normandia, le sue spiagge e il mare, daranno la possibilità a Goldin di parlare della crisi dell’impressionismo e della fine del dogma della pittura di plein-air in Monet. La conclusione sarà riservata a due straordinari artisti che hanno portato fino alle estreme conseguenze la crisi dell’impressionismo: Vincent van Gogh e Paul Gauguin.