20 agosto 2019
Aggiornato 01:00
Il commento

Migranti, a Udine ce ne sono 454. Esulta l'amministrazione Fontanini

A parlare è l'assessore Ciani: «Numeri sono la prova evidente del fatto che il cambio di rotta nella gestione dei flussi impartito da questo Governo sta dando i primi risultati»
Migranti, a Udine ce ne sono 454. Esulta l'amministrazione Fontanini
Migranti, a Udine ce ne sono 454. Esulta l'amministrazione Fontanini Diario di Udine

UDINE - «A oggi nel territorio del Comune di Udine sono presenti 454 richiedenti asilo, oltre un quarto in meno rispetto alla situazione registrata il giugno scorso al momento dell’insediamento di questa amministrazione e quasi la metà rispetto al picco registrato a settembre, quando si sfiorava il migliaio di presenze». Lo dichiara l’assessore alla sicurezza Alessandro Ciani, commentando i dati sui flussi migratori elaborati dal Servizio polizia locale, sicurezza e politiche dell'immigrazione della Regione.

Il merito è del lavoro dei governi nazionale e regionale 

«Questi numeri - precisa Ciani - sono la prova evidente del fatto che il cambio di rotta nella gestione dei flussi impartito da questo Governo, con l’aiuto quotidiano del governatore Massimiliano Fedriga e dell’assessore regionale alla sicurezza Pierpaolo Roberti, oltre che di questa amministrazione, sta dando i primi risultati. Ma ovviamente non ci accontentiamo. Oggi infatti il nostro obiettivo è non solo quello di impedire, soprattutto in vista del periodo estivo, che i numeri tornino a crescere ma è quello di vedere finalmente rispettata la quota massima di 250 migranti, come previsto dall’accordo sottoscritto da Anci e dall’allora Ministro dell’interno Ministro Minniti».

Più decoro e sicurezza per la città

«L’attuale risultato - aggiunge l’assessore - è stato possibile, oltre che per l’azione di controllo sugli sbarchi messa in atto dal ministro dell’Interno Salvini, anche grazie agli importanti trasferimenti che sono stati effettuati verso altre Regioni. L’attenzione di tutti i livelli di governo dovrà ora concentrarsi sulla rotta balcanica, che vede il nostro territorio come approdo naturale e quindi maggiormente esposto a eventuali flussi via terra. Come amministrazione non siamo più disposti a lasciare che la nostra città si faccia nuovamente carico, come accaduto gli scorsi anni, di centinaia di migranti con grave compromissione degli standard di sicurezza e decoro che questa città si merita», conclude l’assessore.