18 aprile 2019
Aggiornato 19:00
Indagine Ires Fvg

Nuove partite Iva in Fvg: nel 2018 ne sono state aperte 8.200

In regione le province di Udine (+3,5%) e Trieste (+2,8%) hanno evidenziato gli aumenti maggiori
Nuove partite Iva in Fvg: nel 2018 ne sono state aperte 8.200
Nuove partite Iva in Fvg: nel 2018 ne sono state aperte 8.200 Adobe Stock

UDINE - Nel corso del 2018 in Friuli Venezia Giulia sono state aperte oltre 8.200 nuove partite Iva, quasi 180 in più rispetto all’anno precedente (+2,2%), mentre a livello nazionale si osserva una sostanziale stabilità (-0,5%). In regione le province di Udine (+3,5%) e Trieste (+2,8%) hanno evidenziato gli aumenti maggiori; Pordenone ha fatto registrare un incremento di poche unità, Gorizia un modesto calo. Lo rende noto l’Ires Fvg con il ricercatore Alessandro Russo che ha rielaborato dati del Mef.

Una tendenza positiva iniziate nel 2017

Prosegue dunque la tendenza positiva cominciata nel 2017, dopo che nel 2016 si era registrato il numero di nuove aperture di partite Iva più basso dall’inizio della crisi economica (circa 7.800). La dinamica negativa era iniziata nel 2011 (quando ancora si superavano le 9.000 aperture ogni anno) ed è stata interrotta solamente nel 2014, con un notevole incremento su base annua (+7%); si può infatti ricordare che quell’anno era stato caratterizzato da un rilevante numero di adesioni al regime fiscale cosiddetto «di vantaggio». Inizialmente la scadenza di questo regime era stata fissata al 31 dicembre 2014 (successivamente prorogata a dicembre 2015) e tale circostanza aveva indotto molti soggetti ad anticipare l’apertura dell’attività nell’ultima parte dell’anno.

Aumentano soprattutto i lavoratori autonomi

Per quanto concerne la natura giuridica, la crescita registrata nel 2018 in Friuli Venezia Giulia ha riguardato le società di capitali (+57 unità) e le persone fisiche (+127); queste ultime comprendono sia le ditte individuali sia i lavoratori autonomi, inclusi i liberi professionisti, e costituiscono il 74% del totale. Nello specifico l’aumento si è concentrato tra i lavoratori autonomi (+5,1%), mentre il numero di aperture di nuove ditte individuali è rimasto sostanzialmente invariato. Risultano in lieve diminuzione anche le società di persone (-3,1%). Per quanto riguarda le sole persone fisiche, nel 2018 il 60% delle nuove aperture ha riguardato gli uomini, ma rispetto al 2017 la crescita è stata più accentuata per la componente femminile (+3,6% contro il +1,2% dei maschi). L’incremento di maggiore entità si è registrato inoltre nella fascia di età inferiore ai 35 anni. Si può ricordare che nel recente passato la partita Iva è diventata sempre più frequentemente una modalità per i giovani per entrare o rimanere nel mercato del lavoro, in alternativa alle più tradizionali forme contrattuali di lavoro dipendente. Nell’ultimo biennio la quota di aperture effettuate da under 35 è tornata a crescere dopo il calo del periodo 2015-2016, raggiungendo il 43% nel 2018. L’analisi dei dati in base al luogo di nascita mostra infine che tra le persone fisiche una nuova partita Iva su sei è avviata da un soggetto nato all’estero (1.096 su 6.103), in prevalenza in un Paese europeo non comunitario.

Le tendenze settoriali

Il settore in cui più frequentemente prendono avvio i percorsi di lavoro autonomo o imprenditoriale è tradizionalmente quello del commercio; se si osservano gli ultimi otto anni tale primato in Fvg non è stato confermato solo due volte. Nel 2014 e nel 2018, infatti, il settore con il numero maggiore di aperture è risultato quello delle attività professionali scientifiche e tecniche (17% del totale nell’ultimo anno, pari a 1.400 unità contro le 1.271 del commercio). Tale comparto comprende sia le libere professioni (notai, avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti), sia quelle attività non regolamentate da ordini professionali (pubbliche relazioni e comunicazione, consulenza gestionale, collaudi e analisi tecniche, pubblicità e ricerche di mercato). Sempre a livello settoriale si può evidenziare che il numero di nuove aperture in edilizia si è dimezzato in pochi anni, passando da quasi 1.200 nel 2011 a poco più di 600 nel 2016. Nel 2017 si è al contrario osservata un’inversione di tendenza dopo una lunga e profonda crisi (+14,9%, pari ad un centinaio di unità in più); nel 2018 si registra una nuova flessione, anche se di poche unità. Un altro settore che mostra un incremento degno di nota è infine quello delle attività immobiliari (+20,6% tra 2017 e 2018).

Le adesioni al regime forfettario

A livello nazionale (il dato non è disponibile a livello locale) nel 2018 i soggetti che hanno aderito al regime forfettario (anziché al regime fiscale ordinario) sono stati 195.559, con un aumento del 6% in confronto al 2017; tali adesioni rappresentano il 38,1% del totale delle nuove aperture di partita Iva. Con il recente cambiamento delle regole di adesione al regime forfettario, che ne ampliano decisamente la platea, saranno particolarmente interessanti i dati relativi all’andamento delle aperture di partite Iva nel 2019. È infatti prevedibile una ulteriore fase di crescita, in particolare nell’ambito delle attività professionali scientifiche e tecniche, anche perché alla luce delle novità normative il lavoro autonomo può in certi casi presentare una maggiore convenienza rispetto all’occupazione dipendente.