20 giugno 2019
Aggiornato 18:00
Verona

Vinitaly: saranno 13 mila le bottiglie stappate negli stand del Fvg

Il Friuli Venezia Giulia è tra le prime cinque regioni italiane ambite dai visitatori interessati all'enoturismo
Vinitaly: saranno 13 mila le bottiglie stappate negli stand del Fvg
Vinitaly: saranno 13 mila le bottiglie stappate negli stand del Fvg Ufficio Stampa

VERONA - Il Friuli Venezia Giulia è tra le prime cinque regioni italiane ambite dai visitatori interessati all'enoturismo. È il dato rilevato da una ricerca condotta da Vinitaly e presentata a Verona nel corso dell'inaugurazione della fiera internazionale del vino. L'enoturismo è una leva di richiamo importante se, come rilevato, 23 consumatori su 100 nel 2018 hanno fatto una vacanza in chiave enoturistica. In questa prospettiva il Friuli Venezia Giulia è indicato come la quinta meta più ambita dai visitatori, assieme alla Puglia, dopo Toscana, Piemonte, Veneto e Sicilia, ovvero le regioni più grandi per estensione e per volume turistico.

Il dato premia il grande lavoro svolto dalla Regione per promuovere congiuntamente enogastronomia e offerta turistica, come è stato evidenziato all'apertura ufficiale dello stand del Friuli Venezia Giulia, alla presenza del governatore, dell'assessore regionale alle risorse agroalimentari, forestali e ittiche e dei presidenti del Consorzio delle Doc Fvg, Adriano Gigante, e del Consorzio Collio, Robert Princic. A testimoniarlo è la presenza congiunta a Vinitaly dell'Agenzia regionale per lo sviluppo rurale (Ersa) e di PromoTurismoFvg, che da oggi al 10 aprile proporranno diverse decine di eventi per presentare al mercato il territorio e le 110 cantine che partecipano allo stand regionale, cui si affiancano altri 70 produttori con stand propri. Sono oltre 13 mila le bottiglie pronte ad essere stappate nei quattro giorni e 13 i sommelier dell'associazione regionale che accompagneranno le degustazioni nell'enoteca regionale. Il vino è cultura, un elemento di unicità che rende competitiva la Regione a livello internazionale, come dimostra il dato dell'export che rappresenta per il Friuli Venezia Giulia circa il 60% del mercato regionale; a livello nazionale il comparto vinicolo vale 14 miliardi di euro al consumo e 6,2 miliardi per esportazioni, con un delta invariato negli anni rispetto all'export della Francia (9,3 miliardi). L'Italia cresce all'estero soprattutto con gli spumanti (+15%) tra cui il Prosecco si attesta in vetta alla classifica delle bollicine.

Per Adriano Gigante il Friuli Venezia Giulia deve investire ancora nella promozione di un sistema consortile regionale per competere con regioni che si muovono da sempre con maggior unità, ma resta, come ha evidenziato Robert Princic, la crescente volontà delle aziende di farsi protagoniste del mercato. Dopo il concorso mondiale di Sauvignon, il Friuli Venezia Giulia si appresta a ospitare nel 2020 il congresso mondiale di enoturismo IWINETC che verrà presentato domani proprio a Verona, alla presenza dell'assessore regionale alle attività produttive. Gli altri appuntamenti clou sono gli incontri con i buyer: le degustazioni BtoB curate da Ersa e rivolte al Nord America e alla Cina, poi al Canada e martedì al Nord Europa. Lo stand, è stato detto durante l'inaugurazione, esprime il meglio della capacità produttiva del Friuli Venezia Giulia, non solo nel campo vitivinicolo ma anche culturale. Un connubio che trova espressione nella collaborazione con la Scuola mosaicisti di Spilimbergo, a cui va il merito di aver arricchito lo stand regionale con i mosaici che riproducono il fiocco di Aquileia, la rappresentazione musiva dell'intreccio dei rami di vite. Per il direttore della scuola, Stefano Lovison, «un simbolo del legame tra cultura, vino, mondo del lavoro e dell'economia».