16 ottobre 2019
Aggiornato 19:30
Cantiere al via il 16 aprile

La Icop di Basiliano partecipa alla ricostruzione del ponte Morandi

Le fondamenta del nuovo viadotto di Genova saranno friulane. Apertura al traffico prevista il 20 aprile 2020
La Icop di Basiliano partecipa alla ricostruzione del ponte Morandi
La Icop di Basiliano partecipa alla ricostruzione del ponte Morandi Ufficio Stampa

UDINE - Il nuovo ponte Morandi poggerà su fondamenta friulane. Icop Spa, infatti, partecipa alla ricostruzione del nuovo viadotto di Genova. L’azienda di Basiliano s’inserisce nella cordata pubblico-privata formata da Salini Impregilo, Fincantieri e Italferr (in qualità di realizzatore del progetto) che ha ottenuto l’affidamento del cantiere. Il nuovo ponte sul Polcevera è un’opera strategica per il capoluogo ligure, essenziale per la gestione del traffico veicolare proveniente dalla rete autostradale e di passaggio tra le due sponde del fiume. Interamente realizzato in acciaio, con impalcato collaborante in calcestruzzo armato, poggia su pile fondate su pali trivellati di profondità fino a 50 metri e diametro 1500 mm. Il ponte è composto da 18 pile e 2 spalle e si sviluppa nella direttrice est-ovest. Il lavori relativi alle opere di fondazione sono stati suddivisi in due lotti, uno relativo alle opere di Ponente e uno per quelle a Levante.

Un lotto da 3,4 milioni di euro 

«La Icop Spa – spiega Piero Petrucco, vicepresidente e consigliere delegato della società - ha vinto l’appalto per il lotto di Levante, per un importo complessivo di circa 3,4 milioni per un totale di 5.120 metri lineari di pali trivellati. I lavori inizieranno il 16 aprile e le opere fondazionali dovranno essere completate entro la metà di settembre. Nell’esecuzione delle opere saranno coinvolte circa 50 persone tra tecnici, maestranze specializzate e qualificate, impegnate 6 giorni su 7 e 24 ore su 24 per poter garantire il rispetto dei tempi richiesti e permettere l’apertura al traffico dell’opera il prossimo 20 aprile 2020». I pali trivellati del diametro 1500 mm, parzialmente rivestiti (rivestimento temporaneo di lunghezza 7 metri, diametro esterno 1640 mm, spessore 10 mm) e scavati in bentonite, hanno profondità variabili fino a 50 metri. Il numero dei pali è variabile, a seconda della pila: da 8 per quelle di estremità (pila 1 e 18) a 16 per quelle centrale (pila 9 e 10) sulle quali poggiano le campate da 100 metri. «Partecipiamo con particolare piacere - commenta Piero Petrucco - alla realizzazione di un’opera rilevante nel panorama nazionale, anche per il valore simbolico che riveste. Questo progetto, infatti, assume un significato speciale e il fatto che ci sia anche un’impresa friulana all’opera è per noi motivo di innegabile orgoglio».

Un'azienda che conta oltre 350 addetti

Fondata nel 1920 e trasformatasi in società per azioni nel 1987, nel 1991 Icop ha introdotto in Italia le tecnologie del microtunnel e da allora ha proseguito nello sviluppo di tecniche innovative nel campo delle fondazioni e di altri sistemi costruttivi innovativi, tanto da diventare uno dei principali operatori nel settore delle fondazioni speciali ad alto contenuto tecnologico a livello europeo. Oggi l’azienda conta oltre 350 addetti, impegnati in varie commesse in Italia (in Fvg si segnala il cantiere della Piattaforma logistica di Trieste) e all’estero (sotto i riflettori, tra gli altri, il progetto della metropolitana parigina Grand Paris Express Ligne 15 e 16 e l’estensione della metropolitana di Copenaghen), che realizzano una produzione media annua superiore a 100 milioni di euro.
Nonostante il settore edile nel suo complesso continui a segnare una sostanziale stagnazione nei volumi e nel personale impiegato, il Gruppo Icop è in assoluta controtendenza, aumentando costantemente organico e commesse (il portafoglio è più che raddoppiato nell’arco dell’ultimo quinquennio).