21 luglio 2019
Aggiornato 02:30
Arte

Giovedì 2 maggio l'iniziativa 'Mi chiamavano Il Pordenone'

Che intende contribuire alla divulgazione del noto frescante rinascimentale attraverso un ciclo di conferenze itineranti
Giovedì 2 maggio l'iniziativa 'Mi chiamavano Il Pordenone'
Giovedì 2 maggio l'iniziativa 'Mi chiamavano Il Pordenone'

PORDENONE - L’iniziativa 'Mi chiamavano Il Pordenone' promossa da Eupolis Studio Associato in collaborazione con il comune di Pordenone, la Distilleria Pagura, l’Associazione 'Amici della Cultura' e l’Associazione 'Terra Mater' intende contribuire alla divulgazione del noto frescante rinascimentale attraverso un ciclo di conferenze itineranti che ripercorrono tra aneddoti, opere e curiosità la vita di Giovanni Antonio de’ Sacchis noto come 'Il Pordenone'. Il tutto partendo dalle opere che si trovano nei luoghi prescelti, contesti di per sé affascinanti e ricchi di storia ma anche interessanti a livello naturalistico.

L'iniziativa

Primo appuntamento giovedì 2 maggio alle 20.30 nella Bastia del Castello di Torre di Pordenone, accanto alla chiesa dei Santi Ilario e Taziano che conserva la pala omonima. Oggetto dell’incontro, condotto da Maria Marzullo, dell'associazione Terra Mater, l’approdo del Pordenone a Venezia, città che lo antepone all’acclamato Tiziano. La prima fonte attesta la presenza dell’artista nell’ambito del concorso indetto per la realizzazione della pala di San Pietro Martire e destinata alla Basilica di San Giovanni e Paolo. A concorrere ci sono Palma il Giovane, Lotto e Tiziano. Per Andrea Gritti, Jacopo Soranzo, la famiglia Pesaro, la Scuola Grande di San Rocco, il mercante fiammingo Martin D’Anna e non solo, esegue capolavori di ampio soggetto dimostrando rapide capacità di esecuzione e un’abile versatilità tecnica. Venezia apre per il de’ Sacchis uno scenario unico e inedito.