8 dicembre 2019
Aggiornato 01:00
Udine

Via della Seta: nuove opportunità per il Fvg nei settori agroalimentare e turismo

A sostenerlo è stato il governatore Fedriga, intervenuto all'incontro organizzato nell'ambito del Feff
Via della Seta: nuove opportunità per il Fvg nei settori agroalimentare e turismo
Via della Seta: nuove opportunità per il Fvg nei settori agroalimentare e turismo Ufficio Stampa

UDINE - Dopo l'accordo tra l'Autorità portuale e la compagnia cinese China Communication Construction Company - CCCC per lo sviluppo della logistica verso la Cina e il centro Europa, il Memorandum di intesa Italia-Cina per la Nuova via della Seta potrà portare al Friuli Venezia Giulia opportunità per il settore agroalimentare e per il turismo. È quanto ha sostenuto il governatore della Regione, Massimiliano Fedriga, intervenendo a Udine al dibattito organizzato dal Far East Film Festival al cinema Centrale, a cui hanno preso parte anche il sottosegretario allo Sviluppo economico, il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, il presidente dell'Unione industriali Pordenone, la presidente di Confindustria Udine e i giornalisti Pio d'Emilia, Andrew Spannaus, Nico Piro e Omar Monestier.

La opportunità per il Fvg 

Per la Regione, il Friuli Venezia Giulia è stato in grado di sfruttare le opportunità con un accordo chiaro che circoscrive le legittime preoccupazioni verso gli investimenti strutturali in corso da parte della Cina poiché si muove all'interno della normativa europea e poiché - nel caso specifico dei porti - non consente agli investitori cinesi di subentrare, nemmeno con quote di minoranza, all'interno della proprietà pubblica portuale. Entro un perimetro di regole chiare, il Friuli Venezia Giulia può offrire un sistema logistico retroportuale che va da Gorizia a Pordenone, passando per Cervignano del Friuli, per aprirsi poi ad una partnership con la vicina Carinzia (tema questo già inserito nell'agenda del governo regionale). Oltre a ciò, si aprono prospettive di export per i prodotti agroalimentari, nonché per l'offerta turistica, entrambi inseriti tra i principali interessi della nuova classe media cinese. In questa direzione si muove anche il Ministero dello Sviluppo economico che ha fissato l'obiettivo di aumentare di 7 miliardi l'export italiano verso la Cina (oggi l'export Italia - Cina vale 13 miliardi di euro).

Le proposte del ministero 

Nel 2018 l'export italiano è aumentato del 3%, con un incremento percentuale molto arretrato rispetto a Usa e Giappone (+20%) o India (+11%). Per il Friuli Venezia Giulia la bilancia commerciale con la Cina ha un saldo negativo di 218 milioni di euro (con un export di 357 milioni), mentre gli Stati Uniti si confermano il primo partner commerciale con 2,2 miliardi. Cifre su cui potrebbe incidere positivamente il turismo a patto di inserire - questa la visione del Mise - la nostra regione nella promozione del Nordest italiano assieme a Veneto, Trentino Alto Adige e Emilia Romagna. Dal Mise è giunta anche la proposta di veicolare la promozione del territorio attraverso video accessibili da QR-code posti sulle etichette delle bottiglie di vino: un'operazione di marketing tanto più efficace quanto più i produttori sapranno fare sistema.