9 luglio 2020
Aggiornato 23:00
Gemona del Friuli

Terremoto 1976: ricordati gli alpini della Julia deceduti in caserma

Al via le cerimonie che culmineranno lunedì 6 maggio, esattamente a 43 anni di distanza dai tragici fatti che segnarono la storia del Friuli Venezia Giulia
Terremoto 1976: ricordati gli alpini della Julia deceduti in caserma
Terremoto 1976: ricordati gli alpini della Julia deceduti in caserma

GEMONA DEL FRIULI - Un omaggio a chi, servendo il proprio Paese, è rimasto vittima del tragico evento che sconvolse il Friuli Venezia Giulia. Ma anche un segno di vicinanza delle istituzioni nei confronti della comunità regionale per commemorare sia i civili morti sotto le macerie sia il padre della ricostruzione Giuseppe Zamberletti, recentemente scomparso. È stata questa la testimonianza che il vicegovernatore della Regione, Riccardo Riccardi, accompagnato dall'assessore al Bilancio, Barbara Zilli, ha portato nel corso delle cerimonie svoltesi a Gemona nel ricordo del terremoto del '76.

La celebrazione ha preso il via con la deposizione di una corona nella sede dell'Ana al cippo che ricorda gli Alpini deceduti durante il sisma. Successivamente, in piazzale Chiavola, si è tenuta la commemorazione al monumento eretto a memoria delle vittime del terremoto e dell'opera di soccorso portata alla popolazione dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Infine alla Goi-Pantanali è stata celebrata una messa, cui ha fatto seguito la deposizione di una corona per ricordare gli alpini della Julia deceduti in caserma a seguito del sisma. A margine dell'incontro, la Regione ha evidenziato il significato delle celebrazioni che hanno preso il via sabato e che si concluderanno lunedì 6 maggio, esattamente a 43 anni di distanza dai tragici fatti che segnarono la storia del Friuli Venezia Giulia.

In particolare, la presenza del vicegovernatore ha voluto rappresentare l'omaggio dell'istituzione a quanti, prestando servizio per il proprio Paese, hanno perso la vita nell'adempimento del proprio servizio e alle quasi mille vittime civili di quel luttuoso evento. L'esponente dell'esecutivo si è infine soffermato sulla figura di Giuseppe Zamberletti, che fino allo scorso anno ha partecipato alle commemorazioni: un uomo di Stato, affermatosi quale «padre della ricostruzione», la cui lungimiranza nella gestione del volontariato organizzato produsse un modello che, su scala nazionale, prese successivamente forma con il nome di Protezione Civile.