15 ottobre 2019
Aggiornato 04:00
Per una sola mattinata

‘Buona Ventura’ prima di Illegio farà tappa a Udine

Il curatore delle mostre ospitate nel paese carnico, don Alessio Geretti, presenterà i risultati delle analisi diagnostiche eseguite sull’opera giovedì 9 maggio alle 10.30 alla sede della Fondazione Friuli in via Manin 15
‘Buona Ventura’ prima di Illegio farà tappa a Udine
‘Buona Ventura’ prima di Illegio farà tappa a Udine

UDINE - Una delle opere più affascinanti tra quelle che stanno per essere esposte nella mostra ‘Maestri’ di Illegio di imminente apertura – domenica 12 maggio alle 16, è in programma l’inaugurazione – sarà eccezionalmente visibile, in anteprima gratuita, dalle 9 alle 12.30 di venerdì 10 maggio, nella saletta interna della Gioielleria Bortolin di via delle Erbe 8 a Udine: si tratta della ‘Buona Ventura’, un intrigante dipinto a olio su tela, di collezione privata senese, raffigurante una zingara ammaliatrice che, mentre pratica la chiromanzia e seduce con un sorriso delicato, tenta di sfilare un prezioso anello dal dito di un giovane cavaliere ingenuo ed elegantissimo, vestito secondo la gran moda spagnola in voga a Roma tra fine Cinquecento e primo Seicento.

LA LOCATION - In attesa di collocare l’opera ad Illegio, nella sala dedicata, tra i pannelli che ne aiuteranno l’analisi, gli udinesi, grazie alla disponibilità della gioielleria del centro cittadino accanto a piazza san Giacomo e punto di riferimento locale per alcuni marchi importanti come Montblanc, potranno cogliere l’opportunità di pregustare lo splendore della mostra di Illegio ammirando da vicino un’opera che, per quel gesto nascosto tra le dita delle mani, riconduce al mondo dei gioielli e del loro fascino, racchiudendo inoltre in quella enigmatica scena diversi messaggi morali e religiosi tutti da scoprire.

UNA NOVITA’ - Il quadro si sta rivelando essere un nuovo interessantissimo caso di studio nell’ambito del dibattito e della ricerca sulla complessa vicenda artistica di Caravaggio. Appena scoperto dal curatore della mostra di Illegio, don Alessio Geretti, il dipinto è un’altra versione, con minime varianti e di dimensioni lievemente inferiori, della ‘Buona Ventura’ dei Musei Capitolini a Roma, già nella collezione del cardinale Francesco Maria Del Monte e probabilmente realizzata quando Caravaggio vi lavorava, tra il 1596 e il 1597.  L’opera attualmente custodita in collezione senese  - è allo studio l’individuazione della collezione antica da cui proviene –  è apparsa da subito di tale qualità e interesse da sollevare importanti domande: è un doppio dipinto da Caravaggio stesso, che alla ‘Zingara’ si dedicò due o tre volte, secondo i documenti – ma due sole versioni erano note fino a oggi, una al Louvre e una appunto ai Musei Capitolini –? oppure siamo davanti all’opera dipinta da qualcuno molto vicino a Caravaggio, nel tempo e nello spazio?

CARAVAGGIO? - Di fronte a un quadro che a prima vista potrebbe sembrare una copia del notissimo originale, un giudizio sbrigativo porterebbe subito a pensare a qualche contraffazione recente o antica dell’originale autografo. Ma la vicenda artistica di Caravaggio è costellata da opere doppie, o anche multiple, tra cui si distinguono in alcuni casi dei grossolani tentativi di imitazione tardiva, ma ci si imbatte anche in casi difficilissimi da districare, tanto da far concludere che il maestro diverse volte abbia di proprio pugno replicato alcuni dei suoi più richiesti dipinti, o che abbia incoraggiato suoi ‘allievi’ a farlo per esercizio o per commercio. E senza dubbio fin dalla prima ora sono noti da numerosi documenti gli intrighi messi in atto da collezionisti contemporanei a Caravaggio per riuscire ad avere un duplicato di qualche sua opera. Come distinguere tra un’opera autentica, un doppio autografo, una copia antica o addirittura coeva, e una copia tardiva? Il solo sguardo di un occhio esperto non basta, specialmente nel caso di Caravaggio, dove a tale sguardo devono affiancarsi anche la ricerca tra le fonti scritte e possibilmente le analisi diagnostiche applicate all’arte, per mettere in luce dati che non sono percepibili con l’occhio.

DON ALESSIO - Perciò l’équipe scientifica che cura le mostre di Illegio ha voluto dare avvio, in vista della mostra ‘Maestri’, a uno studio serio e accurato del quadro appena scoperto, commissionando una campagna di analisi diagnostiche che ha comportato radiografie, fluorescenze ai raggi ultravioletti, riflettografie ai raggi infrarossi, analisi chimiche dei pigmenti ed altre tecniche da laboratorio, affidate all’ingegnere nucleare Claudio Falcucci che ha analizzato la maggior parte dei dipinti autografi di Caravaggio prima della recente mostra proposta a Palazzo Reale a Milano, ‘Dentro Caravaggio’. I principali risultati di queste analisi saranno presentati da don Alessio Geretti in una conferenza alla sala convegni della Fondazione Friuli a Udine in via Manin 15 nella mattina di giovedì 9 maggio alle 10.30 (75 posti disponibili, prenotazioni a mostra@illegio.it) e si potranno leggere nel catalogo dove sono pubblicati con tutte le ipotesi che esse aprono e che animeranno il dibattito scientifico tra i principali caravaggisti d’Europa.