24 maggio 2019
Aggiornato 11:30
L'evento

Islam e Cristianesimo a confronto a Udine grazie al sociologo Orioles

Mohammed Hassani e Marco Soranzo dialogheranno venerdì alla 17.30 alla sala Tina Modotti
Islam e Cristianesimo a confronto a Udine grazie al sociologo Orioles
Islam e Cristianesimo a confronto a Udine grazie al sociologo Orioles

UDINE - Non è la prima volta che Mohammed Hassani e Marco Soranzo, rispettivamente portavoce del centro islamico 'Misericordia e Solidarietà' di Udine e responsabile dell’Ufficio ecumenismo e Dialogo interreligioso dell’Arcidiocesi di Udine, si mettono a confronto.

Questo venerdì alla 17.30 alla sala Tina Modotti di Udine, in via Paolo Sarpi, però, lo faranno non davanti alle telecamere di una tv locale, come accaduto dopo le stragi di Pasqua in Sri Lanka, ma di fronte a un pubblico in carne e ossa: quello che parteciperà alla presentazione del nuovo libro del sociologo e giornalista Marco Orioles, 'La terza guerra mondiale a pezzi' (Rubbettino). Sarà l’occasione per uno scambio intenso su temi di attualità, quelli al cuore del libro di Orioles, che si apre con un lungo capitolo dedicato alla stagione degli attentati dell’Isis in Europa. Ma anche per ricordare come, a Udine, i musulmani siano immediatamente scesi in piazza, dopo le stragi più eclatanti compiute, tra il 2015 e il 2017, dal gruppo jihadista, per esprimere la più ferma condanna del terrorismo.

«Una presa di distanza sincera - afferma Orioles - che incoraggia il lavoro di quanti, come il diacono Soranzo, si adoperano per costruire ponti tra le fedi, unico antidoto alla cultura del settarismo e dell’odio che, come vediamo bene ai giorni nostri, è anticamera di scontri e violenze inenarrabili. Quel che sta succedendo a Udine - conclude il sociologo - ci lascia intravedere un futuro molto diverso da quello immaginato dai jihadisti. Che, se potessero, ucciderebbero immediatamente me, Soranzo ma soprattutto Hassani, portatore quest’ultimo di un messaggio di pace e concordia che rappresenta proprio l’antitesi, e se vogliamo la nemesi, della visione dei terroristi». L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle celebrazioni dei 170 anni del giornale Il Friuli.