18 giugno 2019
Aggiornato 01:30
Sacile

Recuperati dai carabinieri due manoscritti di fine 1700

Saranno riconsegnati alla parrocchia di 'San Nicola Vescovo' mercoledì 29 maggio 2019
Recuperati dai carabinieri due manoscritti di fine 1700
Recuperati dai carabinieri due manoscritti di fine 1700 Carabinieri

SACILE - Mercoledì 29 maggio 2019, alle ore 17, a Sacile, nel Centro Studi Biblici, saranno consegnati alla parrocchia di 'San Nicola Vescovo' importanti beni archivistici recuperati in un’abitazione privata di Sacile, nel maggio 2017, dai carabinieri del reparto specializzato nella tutela del patrimonio culturale. L’indagine, eseguita anche grazie alla preziosa collaborazione fornita dalla stazione dei carabinieri di Sacile, ha interessato l’ambiente della ricerca clandestina di beni culturali ed è culminata in una perquisizione domiciliare effettuata a Sacile che ha consentito il rinvenimento di vario materiale archeologico nonché di quello archivistico oggetto della restituzione. Il detentore dei beni sequestrati, benché animato da passione per la ricerca, è ritenuto responsabile dei reati di violazione in materia di ricerche archeologiche e impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato previsti e puniti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio.

I beni da restituire sono due tomi manoscritti risalenti rispettivamente al 1775 e al 1796 dei frati cappuccini di Sacile riguardanti ‘il buon governo delle anime’ e ‘L’Ecclesiaste e la sapienza giusta la vulgata in lingua latina…’, un documento manoscritto estratto delle registrazioni effettuate dalla ‘Fabriceria del Duomo di Sacile’ (la «fabriceria» era l’organismo che sin dal medioevo si occupava dell’amministrazione e della manutenzione dell’edificio sacro), riguardante tale Francesco de Favea per dei sedimi in località Ursago (Orsago) tenuti in affitto per conto della stessa, nonché di cinque fogli membranacei di particolare pregio, risalenti alla fine del XVI secolo, appartenenti ad un graduale/antifonario, con la notazione musicale dei canti. Il materiale sequestrato è stato esaminato da esperti della Soprintendenza Archivistica del Friuli Venezia Giulia di Trieste che ne ha stabilito l’originalità, il particolare pregio, contestualizzandoli nel territorio di Sacile dove era presente un convento di frati cappuccini risalente all’epoca medievale, successivamente abbandonato e i cui ruderi erano stati definitivamente abbattuti agli inizi del XX secolo.

Alla riconsegna dei beni interverranno il vescovo della Diocesi di Vittorio Veneto, monsignor Corrado Pizziolo, il sindaco di Sacile Carlo Spagnol, il comandante provinciale dei carabinieri di Pordenone colonnello Luciano Paganuzzi, ilrappresentante della Soprintendenza Archivistica del Friuli Venezia Giulia Paolo Santoboni, il comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Udine maggiore Lorenzo Pella.