12 dicembre 2019
Aggiornato 02:00
Tavagnacco

Addio al fondatore delle Edizioni Segno: è morto Piero Mantero

L'uomo è morto per cause naturali a 61 anni nella sua casa di Tavagnacco nella notte fra giovedì e venerdì
Piero Mantero insieme a Irene Giurovich
Piero Mantero insieme a Irene Giurovich

TAVAGNACCO - Un grande editore. Non solo perché ha legato il suo nome alla casa editrice Segno, diventata dal 1988 in poi un punto di riferimento imprescindibile per l'editoria cristiana, ma anche perché, grazie a lui, molte firme hanno raggiunto il successo nazionale e internazionale. Piero Mantero, 61 anni, è morto nella notte fra giovedì e venerdì per cause naturali. Lo hanno trovato le figlie, Miriam e Cristina, che porteranno avanti l'attività del padre che in questi anni le aveva incanalate nel settore, facendo loro scoprire segreti e chiavi di lettura al passo con i tempi.

Da casa editrice indipendente, specializzata in tematiche di tipo religioso, la Segno è riuscita ad affermarsi accanto alle case editrici di fama, conquistando lo spazio legittimo anche con la pubblicazione di libri su tematiche di attualità, filosofia, storia e narrativa inaugurando, qualche anno fa, anche una collana di tascabili e, da qualche tempo, lanciando sul mercato pubblicazioni finalizzate a promuovere la salute e il benessere del corpo e della mente. «Ho conosciuto l'editore vent'anni fa, prima come giornalista de Il Gazzettino, e poi come consulente editoriale e autrice - racconta Irene Giurovich -. Iniziai, con uno pseudonimo, a scrivere diversi tascabili incentrati su figure di mistici, mistiche, beati, carismatici e sulla interferenze del male e di Satana. Ricordo che mi disse: 'Irene, trovati uno pseudonimo per scrivere di questi argomenti, altrimenti ti faranno la guerra, sai com'è in questa piccola terra...'. E aveva ragione...ma questa è un'altra storia. Qualche anno fa, iniziai a pubblicare con lui il mio primo libro con nome e cognome 'A muso duro. Mille sogni da raccontare'. Lo lesse e mi scrisse: 'Potendo, sarebbe un libro da regalare a tutti, con un pacco di fazzoletti incluso'. Credeva così tanto negli autori emergenti da non chiedere neppure un euro come contributo, come fece con me. In più di un'occasione».

«Credeva molto nella forza e nella verità della scrittura - racconta ancora Giurovich - lui che aveva iniziato a Torino la sua vocazione giornalistica, affermandosi come giornalista d'inchiesta, antisistema, occupandosi di capitoli scomodi e pericolosi, quali le infiltrazioni massoniche, mafiose, muffe che corrodono la democrazia, ma anche denunciando gli attacchi contro l'autentico messaggio cristiano. Apparizioni, messaggi mariani e testimonianze di guarigioni sono state veicolate dalla pubblicazione da lui ideata del mensile, unico nel suo genere in Italia, Il Segno del Soprannaturale, fra le più apprezzate ormai nel mondo». I funerali si terranno martedì alle ore 15 nella chiesa di Feletto Umberto.