21 giugno 2019
Aggiornato 00:00
L'allarme

Coldiretti Fvg: «L’invasione delle cimici sta devastando i frutteti»

A dirlo è il presidente regionale di Coldiretti Michele Pavan. Si confida nell'inserimento dell'antagonista naturale
Coldiretti Fvg: «L’invasione delle cimici sta devastando i frutteti»
Coldiretti Fvg: «L’invasione delle cimici sta devastando i frutteti» Adobe Stock

UDINE - Con il contributo dei segretari di zona, la Coldiretti del Friuli Venezia Giulia ha fatto il punto della situazione sul ripresentarsi, con la stagione calda, dell’invasione delle cimici, un fenomeno sempre più preoccupante. «Un’autentica piaga – sottolinea il presidente regionale Michele Pavan –. Alcune aziende sono messe in ginocchio e a poco servono i metodi di difesa. I danni più rilevanti? In questa fase li subiscono i frutteti, un po’ in tutto il territorio friulano. Vie d’uscita? L’inserimento dell’antagonista naturale è una buona soluzione, contiamo possa dare risultati almeno sul contenimento delle nascite. Allo stesso tempo non possiamo non evidenziare una situazione realmente allarmante per alcune colture». Una possibilità, quella dell'antagonista autoctono, resa nota nei giorni dall'assessore all'agricoltura, Stefano Zannier. Si tratterebbe di un insetto in grado di parassitare le uova della cimice asiatica impedendone la proliferazione

Le criticità territorio per territorio

Dopo un inverno mite, le prime evidenze risalgono a fine aprile sia in campo che in ambiente urbano. Il maltempo di maggio ha determinato una stasi pressoché totale dell’attività dell’insetto, ripresa col bel tempo e conseguenti presenze e danni su frutta matura e leguminose (ciliegie, albicocche, piselli e fagioli) e frutta in formazione (pesche, mele, pere). Al momento non si rilevano invece problemi su kiwi e orticole in genere, con una diffusione in generale più marcata nei comuni a Sud di Udine.
Nel Latisanese si prevedono maggiori danni rispetto al 2018 sui frutti tra circa un mese, in considerazione del fatto che, dopo la raccolta dell’orzo, le cimici si spostano nei frutteti a caccia di cibo. Le trappole Ersa non registrano catture numerose, il metodo dell’acqua ionizzata non ha dato i risultati sperati e va pure considerato il danno economico durante la raccolta, dato che il personale deve controllare accuratamente ogni frutto, con aumento di tempi e costi. Per quanto riguarda le varietà, il danno sulle pere Williams, le più colpite, si aggira dal 60% in su. Danni più limitati sulle colture orticole.
In zona Pocenia è netta la differenza tra frutteti con e senza reti antigrandine. Presenze di elevato numero anche nei vigneti, ma non si riscontrano danni, come pure sui seminativi (anche a Ronchis, Muzzana, Palazzolo e Rivignano, zone a seminativi semplici dove la situazione è al momento sotto controllo).

Situazione critica nella Bassa

A Precenicco la popolazione di cimici è doppia rispetto a un anno fa, in particolar modo vicino al fiume e quindi ad aree ombreggiate e con presenza di boschi. Alcuni frutteti, visti i danni precedenti, sono stati estirpati. Mentre nelle orticole non si segnalano presenze e le reti antinsetto nelle serre hanno risolto il problema.
Informazioni anche da aziende di Cervignano (i frutteti non trattati sono letteralmente invasi), di Gonars/Palmanova e di Bertiolo/Codroipo (catture in aumento nell’ultima settimana), di Sedegliano (i frutteti di pesche e albicocche si stanno ricoprendo di cimici), di Bertiolo (presenze in intensificazione). Sui seminativi, anche in queste aree, non ci sono invece particolari segnalazioni.
In medio Friuli, la situazione non è troppo diversa. Attacchi importanti sono segnalati a Fagagna, con presenze in aumento, ma danni non ancora visibili sui seminativi. Primi danni, al contrario, sui meli senza rete di Tarcento e Gemona.