19 luglio 2019
Aggiornato 23:30
Lavori pubblici

L'allarme di Morettuzzo: «Con i servizi centralizzati costi in aumento anche del 150%»

Dalle manutenzioni degli edifici pubblici alla gestione dei servizi cimiteriali, agli sfalci dei cigli stradali e delle aree verdi
L'allarme di Morettuzzo: «Con i servizi centralizzati costi in aumento anche del 150%»
L'allarme di Morettuzzo: «Con i servizi centralizzati costi in aumento anche del 150%» Ufficio Stampa

UDINE - Comuni, imprese e nuovi appalti imposti dalla Regione: il capogruppo di Patto per l'Autonomia, Massimo Moretuzzo, avverte: «Con i servizi centralizzati, i costi aumenteranno anche del 150%. L'assessore Pierpaolo Roberti ammetta di aver sbagliato e corra ai ripari». 

Giovedì 13 giugno, si è svolto a Udine, presso la sede della Regione, un incontro rivolto ai tecnici comunali che dovranno applicare la nuova norma sull'affidamento dei servizi pubblici locali: dalle manutenzioni degli edifici pubblici alla gestione dei servizi cimiteriali, agli sfalci dei cigli stradali e delle aree verdi. Moretuzzo afferma che è emerso che l'applicazione della norma porterà a una situazione disastrosa non solo per le imprese locali, che si vedranno scippare da aziende di fuori regione i lavori che hanno gestito fino a oggi e generalmente con buoni risultati, ma anche per i cittadini che vedranno in alcuni casi il costo dei servizi lievitare a dismisura.

«Il fatto che con la centralizzazione degli appalti si ottengano dei risparmi significativi si è rivelato una bufala clamorosa, come abbiamo denunciato fin dall'inizio - dichiara il consigliere -. Man mano che emergono i dettagli dell'operazione sulla centrale unica di committenza regionale, è sempre più evidente che si sta facendo un errore colossale: l'assessore Roberti intervenga».

Moretuzzo rende noto che i Comuni che oggi pagano lo sfalcio dei cigli stradali 0,04 euro al metro lineare, aderendo alla convenzione imposta dalla Regione dovranno pagare 0,10 euro, con un aumento dunque fino al 150%. Ieri molte osservazioni sono state riportate anche alla difficoltà di gestire attività delicate come i servizi cimiteriali con affidamenti a ditte che hanno la sede a migliaia di chilometri di distanza dal Friuli Venezia Giulia, come nel caso dei Comuni delle Valli e Dolomiti friulane che, secondo la convenzione imposta dalla Regione, dovrebbero rivolgersi a un'impresa di Lecce.

«Prima di bandire le gare di appalto, la Regione avrebbe dovuto coinvolgere il mondo delle imprese e degli enti locali per valutare le eventuali criticità e trovare le soluzioni adeguate. Così non è stato fatto e questi sono ora i risultati: un altro colpo tremendo all'economia del Friuli Venezia Giulia e ulteriori difficoltà per i Comuni, già in una situazione drammatica», denuncia Moretuzzo.