19 luglio 2019
Aggiornato 23:30
Pordenone

Discarica di Cordenons, Sut e Capozzella: «Lo stoccaggio indifferenziato è preistoria»

L'apertura di nuovi impianti, come quello di Vinchiaruzzo, non rispecchia il concetto di green economy voluto dal M5s
Discarica di Cordenons, Sut e Capozzella: «Lo stoccaggio indifferenziato è preistoria»
Discarica di Cordenons, Sut e Capozzella: «Lo stoccaggio indifferenziato è preistoria»

CORDENONS – «Oggi le amministrazioni di Pordenone e Cordenons si trovano a dover sbrigliare gli esiti di un contenzioso che affonda le radici in un modello gestionale dei rifiuti oggi non pensabile. Lo stoccaggio indifferenziato è preistoria nella società attuale dove, alla lavorazione degli scarti urbani, stiamo applicando logiche e strategie proprie dell’economia circolare che, quanto prima, vogliamo sostituiscano la vecchia concezione lineare, dove il bene diventava rifiuto per poi essere smaltito». A dichiararlo, i portavoce alla Camera e in regione Fvg Luca Sut e Mauro Capozzella, all’indomani della notizia del fallito tentativo di conciliazione tra i comuni di Pordenone e Cordenons, per la restituzione del debito di quest’ultimo verso il capoluogo friulano che tra il 2002 e il 2006 ne accolse i rifiuti e alla vigilia dell’inaugurazione di una nuova discarica, di prossima apertura in località Vinchiaruzzo.

La green economy

«Una lunga vicenda giudiziaria sta per chiudersi - proseguono gli eletti pentastellati – analogamente, ci auguriamo, a un’idea di rifiuto quantomai obsoleta e che il M5s combatte con la cultura della green economy. Ciò che finisce nei cassonetti - incalzano – non può più essere considerato pronto per la discarica, ma deve entrare in un ciclo di recupero atto a renderlo materia seconda, pronta alla produzione di un nuovo bene. Seppellirlo in una discarica o incenerirlo dà una futile illusione di aver risolto il problema, laddove leggi universali come quella di conservazione della massa ci insegnano che in natura la materia non si distrugge. Sta a noi trasformarla con procedimenti ecosostenibili, gli stessi che il nostro contratto di governo richiama e che stiamo portando nella vita legislativa di questo Paese. L’apertura di nuovi impianti come quello di Vinchiaruzzo non rispecchiano quindi il nostro concetto di trattamento del rifiuto, perché espressione di una logica lineare distante dal considerarlo non più uno scarto, ma una risorsa».

Le perplessità

A intervenire nel dibattito sono anche i consiglieri comunali eletti a Cordenons in quota M5s, Gianpaolo Biason e Paola De Anna: «Apprezziamo l’intenzione della nostra Giunta di mantenere un controllo stretto sulla discarica. Il nostro impegno - aggiungono – sarà incentrato sulla verifica dell' impatto ambientale, su cui non smetteremo di vigilare. Permangono, ad oggi – concludono – perplessità sulle conseguenze del transito di una quindicina di camion nella zona che potrebbe compromettere la viabilità in corrispondenza della chiusura del vicino guado di Murlis».