22 settembre 2019
Aggiornato 08:30
Martedì pomeriggio

Doppio intervento del Soccorso Alpino in Carnia

Recuperato un uomo caduto in una scarpata ad Ampezzo e una ragazza infortunatasi a un ginocchio lungo il sentiero che conduce alla Cima della Cuestalta
Doppio intervento del Soccorso Alpino in Carnia
Doppio intervento del Soccorso Alpino in Carnia Soccorso Alpino

AMPEZZO - Doppio intervento per le stazioni del Cnsas della Carnia nella giornata di martedì 23 luglio. 

La prima chiamata è arrivata nel pomeriggio intorno alle 17.30 nella zona industriale di Ampezzo per un uomo di mezza età caduto per una trentina di metri lungo una ripida scarpata a margine della strada. L'uomo, che si è procurato una frattura esposta a un braccio e diverse contusioni su tutto il corpo, è stato soccorso congiuntamente dai Vigili del Fuoco, dal Soccorso Alpino della stazione di Forni di Sopra e dal personale del 118, mentre per i rilievi del caso c'erano i carabinieri. Per recuperarlo è stato necessario allestire dei paranchi con le corde per riportarlo su al livello della strada, dato che l'elicottero era impegnato su un incidente stradale. Le operazioni sono state impegnative, visto il tratto di scarpata davvero ripido e difficile, ma una virtuosa collaborazione tra i soccorritori dei due corpi ha reso il tutto possibile ed efficiente. Hanno preso parte ai soccorsi nove tecnici tra Vigili del Fuoco e Soccorso alpino oltre al personale del 118 che ha trasportato il ferito all'ospedale di Tolmezzo in ambulanza intorno alle 19.

Nel secondo intervento la chiamata è arrivata poco dopo le 21 dalla Sores per una diciannovenne di Udine che si è infortunata impattando con un ginocchio sulle rocce lungo il sentiero Cai 448 che dal rifugio Fabiani conduce alla Cima della Cuestalta, nelle Alpi Carniche, a una quota di 1.950 metri circa. Le squadre di terra del Soccorso Alpino si sono attivate subito per raggiungere i pressi del rifugio con il mezzo fuoristrada in dotazione, toccando quota 1.400 metri del bivio tra malga Lodin e il Rifugio Fabiani e poi a piedi con la barella portantina e le torce frontali fino al punto in cui si trovava la ragazza. In un'ora di cammino cinque tecnici, incluso il medico del team, l'hanno raggiunta, mentre altri tre facevano base a Paularo da dove gestivano le comunicazioni. Per queste ultime è stato fondamentale l'apporto della sala operativa della Protezione Civile, che ha messo a disposizione dei soccorritori una sua frequenza radio per consentire di rimanere sempre in contatto con la base, dato che l'area è poco coperta dalla rete telefonica. Anche l'apporto del gestore del rifugio Fabiani è stato importante dato che si è recato subito incontro all'infortunata e ha messo a disposizione il proprio telefono satellitare. La ragazza è stata stabilizzata sul posto, l'arto dolorante bloccato e caricata sulla barella è stata trasportata fino al pickup per essere poi condotta a Malga Ramaz, dove attendeva l'ambulanza con i sanitari del 118 che l'hanno trasportata in ospedale a Tolmezzo. La ragazza faceva parte di una comitiva impegnata nella traversata Carnica.