13 novembre 2019
Aggiornato 16:30
La svolta

Contro la cimice arriva la vespa samurai

La soddisfazione della Coldiretti Fvg in una situazione che resta molto grave: a Latisana danni del 100% sui frutteti
Contro la cimice arriva la vespa samurai
Contro la cimice arriva la vespa samurai

UDINE - Per fermare la strage dei raccolti causati dalla cimice asiatica che con il caldo si sta moltiplicando, nelle campagne e in città, arriva il primo via libera alla diffusione della vespa samurai, nemica naturale dell’insetto che sta devastando meli, peri, kiwi, ma anche peschi, ciliegi, albicocchi e piante da vivai con danni che possono arrivare fino al 70% e oltre delle produzioni.

È la Coldiretti a renderlo noto nel commentare positivamente l’approvazione del regolamento, ora alla firma del presidente della Repubblica, per l’immissione di specie e popolazioni non autoctone di organismi antagonisti di insetti alieni nel territorio italiano su richiesta delle Regioni, delle Province autonome o degli enti di gestione delle aree protette nazionali. «Un provvedimento fortemente richiesto dalla Coldiretti a cui è necessario ora dare rapida attuazione - commenta il presidente nazionale Ettore Prandini - velocizzando la procedura in modo da consentire l’immissione in campo della vespa samurai contro la cimice asiatica già durante la campagna agricola in corso».

Soddisfazione anche da parte della Coldiretti del Friuli Venezia Giulia, che proprio in queste ore ha svolto, con il presidente Michele Pavan e il direttore regionale Danilo Merz, una visita in alcune aziende duramente colpite della Bassa friulana. A Fiumicello, soprattutto per quel che riguarda le pesche, si contano danni fino al 40%. Ancora peggio va a Latisana, dove si arriva addirittura al 100% su mele e pere, nonostante le reti protettive e pure con la beffa di dover aggiungere alle perdite pesantissime sulle vendite anche i costi per la raccolta dei prodotti danneggiati, e quindi non vendibili, per evitare di creare problemi fitosanitari nel terreno.

«Purtroppo dobbiamo continuare a denunciare questa autentica piaga - sottolinea il presidente Pavan - che ha messo in ginocchio decine di aziende. I danni più rilevanti li subiscono i frutteti, ma parliamo di un insetto che, a seconda delle stagioni, colpisce ogni tipo di coltura, senza alcuna responsabilità degli agricoltori, penalizzati come imprenditori e come cittadini. La via d’uscita può essere auspicabilmente proprio quella dell’antagonista naturale: contiamo che non ci siano rallentamenti burocratici nell’avvio concreto delle sperimentazioni e che possano arrivare risultati almeno sul contenimento delle nascite. La nostra attenzione, pure con le sollecitazioni ripetute all’assessorato Zannier, non verrà mai meno. Nelle prossime settimane intendiamo coinvolgere anche gli europarlamentari».