23 agosto 2019
Aggiornato 09:30
La polemica

Udine, il Pd va all'attacco: «Con Fontanini la capitale del Friuli è in decadenza»

«Da centrodestra no risultati, basta politica dello scaricabarile»: queste le parole di Venanzi e Paviotti
Alessandro Venanzi
Alessandro Venanzi Diario di Udine

UDINE - «Il centrodestra amministra la città di Udine ormai da troppo tempo per continuare con la politica dello 'scaricabarile'. Basta nascondersi dietro al passato, il trucco non funziona più. I gravissimi fatti di sangue e di violenza di questi giorni sono accaduti nel pieno della giunta Fontanini, dopo che già sono state attuate le sue politiche sulla sicurezza e sbandierati i suoi investimenti in vigilantes e telecamere, anche se si tratta per lo più di annunci per il futuro: finora di concreto abbiamo visto ben poco». Lo affermano il capogruppo del Pd nel Consiglio comunale di Udine Alessandro Venanzi e la consigliera dem Monica Paviotti, della segreteria regionale del partito, in merito agli episodi di violenza che si sono verificati nei giorni scorsi nel capoluogo friulano.

Cittadina chiusa, sonnolenta e pericolosa

«Invece la decadenza del prestigio di Udine è sotto gli occhi di tutti, quella che dovrebbe essere la capitale del Friuli non riesce a esercitare nessun ruolo per il territorio, e la politica di Fontanini la riduce a una cittadina chiusa, sonnolenta e oggi pure pericolosa», continuano i due esponenti del Partito Democratico.

Serve un piano integrato per la sicurezza

Per Venanzi e Paviotti «i finanziamenti di cui va fiero il volenteroso assessore Ciani sono in larga parte promesse e speranze per il futuro, e quel poco che è stato fatto non è servito granché. Ecco perché vogliamo sapere se sono state adottate tutte le misure di prevenzione per evitare i fatti criminosi avvenuti in città, se esiste e cosa preveda un piano integrato dedicato alla sicurezza, con azioni che coinvolgano tutti coloro che operano sul territorio, comprese le strutture di accoglienza».