20 ottobre 2019
Aggiornato 14:00
a Udine

Ezio Bortolussi, l'uomo dei grattacieli, laureato honoris causa

Cerimonia solenne al polo di via Tomadini. Il neodottore: “Credo che il futuro sia fatto di idee”
Ezio Bortolussi, l'uomo dei grattacieli, laureato honoris causa
Ezio Bortolussi, l'uomo dei grattacieli, laureato honoris causa

UDINE – «Durante gli anni di lavoro ho imparato che bisogna sempre migliorarsi e dare il massimo in ogni cosa che si fa. Credo che il futuro sia fatto di idee». Queste le parole commosse di Ezio Bortolussi, esperto a livello mondiale nel settore delle costruzioni, al quale l’Università del Friuli ha conferito la Laurea Magistrale Honoris Causa in Ingegneria Civile in una partecipata cerimonia svoltasi nell’aula Strassoldo del Polo giuridico-economico di via Tomadini a Udine. A Bortolussi fanno capo circa 400 palazzi, tra grattacieli ed edifici complessi, realizzati dalle ditte che lo annoverano tra i fondatori o soci, tra le quali, NewWay Forming, azienda molto nota, importante e altamente considerata su scala internazionale. «L’attività di Ezio Bortolussi come costruttore di edifici in cemento armato di grande altezza è risultata propria di un ingegnere estremamente preparato nelle operazioni di cantieri caratterizzati da alta qualificazione e complessità», ha scritto di lui il prof. Claudio Amadio, ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso l’Università degli Studi di Trieste (Dipartimento di Ingegneria e Architettura), esperto di fama, che ha contribuito alla stesura delle motivazioni per il conferimento della laurea.

Le parole del rettore De Toni 

Prima della consegna del diploma, gli indirizzi di saluto del rettore in carica Alberto De Toni, del prof. Marco Petti, direttore del DPIA, e del presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, Adriano Luci. «Ezio Bortolussi, progettista esperto e innovatore noto in tutto il mondo, ma anche brillante uomo di sport e benefattore attivo nel campo della solidarietà a livello nazionale e internazionale – ha detto il rettore De Toni in apertura – è il perfetto ambasciatore della migliore tradizione del Friuli, basata sul lavoro, l’impegno, l’ingegno e la capacità di collaborazione che l’Università di Udine dalla sua fondazione interpreta al meglio come centro di eccellenza nel campo della ricerca della didattica, volano di sviluppo sociale, culturale ed economico di tutto il territorio, del quale è l’avamposto per il futuro. È dunque con orgoglio e convinzione che l’ateneo – ha aggiunto il rettore – conferisce questa laurea ad honorem a un riconosciuto professionista distintosi per gli stessi valori».
Il presidente dell’Ente Friuli nel Mondo da parte sua ha sottolineato che «il conferimento della Laurea Magistrale ad Honorem in ingegneria cvile a Ezio Bortolussi suggella un percorso di vita straordinario. Quello di un emigrante friulano orgoglioso e autentico che, con caparbietà e intelligenza, ha saputo divenire imprenditore di successo in Nord America. Auspico che il prestigio di questo riconoscimento – ha concluso - possa fungere da esempio anche per le nuove generazioni in cerca di affermazione professionale».

Un esempio di successo

A seguire, la densa 'laudatio' pronunciata dal prof. Antonino Morassi, ordinario di Scienza delle Costruzioni al DPIA, sul tema 'Ezio Bortolussi: dalla valigia ai grattacieli'. «Ho scelto il titolo di questa laudatio prendendo spunto dall’incipit di un interessante libricino che la Collana dei Quaderni de la Rupa ha dedicato al candidato nel 2015 – ha esordito Morassi –, in quanto ritengo che questo incipit contenga una sintesi estrema, ma espressiva, del percorso umano e professionale del Bortolussi. Un percorso che affonda le sue radici nella storia dell’emigrazione friulana e che poi si intreccia con lo sviluppo moderno delle grandi aree urbane del Nord America. Per queste ragioni – ha continuato Morassi - una laudatio per il Bortolussi non poteva che essere un viaggio virtuale dalla dura realtà dell’emigrazione friulana del Dopoguerra all’impetuoso sviluppo della costruzione dei grattacieli in cemento armato che si affermò a partire dagli Anni ’60 nel Nord America». Ripercorrendo le tappe fondamentali della vita di Bortolussi, il docente ne ha poi segnalato il 1984 come l’anno di 'svolta'.
«Quando il nostro si trasferisce definitivamente nella costa occidentale del Canada, a Vancouver – ha spiegato – e qui, approfittando dell’espansione della città e di tutta la regione, fonda la NewWay Forming, la sua azienda, che gli consentirà di raggiungere un pieno successo nel settore delle costruzioni alte nel giro di pochi anni. Lo staff tecnico della NewWay – ha proseguito - elabora e cerca di volta in volta le soluzioni più idonee, ma alla fine è sempre Ezio Bortolussi che indica le strategie da seguire. E in più casi – ha concluso - egli elabora idee innovative che ricevono un riconoscimento ufficiale e danno vita a tecnologie originali e altamente competitive nel settore delle costruzioni alte in cemento armato».

Le parole di Ezio Bortolussi

Dinnanzi alla commissione di laurea, composta dal magnifico rettore dell’Università di Udine, Alberto De Toni, dal direttore del DPIA, Dipartimento politecnico di ingegneria e architettura, prof. Marco Petti, dai coordinatori, prof. Stefano Sorace e Nicola Baldo, dai docenti Gaetano Russo e dal prof. Antonino Morassi, Ezio Bortolussi ha tenuto la sua lectio doctoralis causa, sul tema 'Innovazione e tradizione nella progettazione e gestione del cantiere di edifici alti in cemento armato'.
«La professione di costruttore che ho scelto – ha esordito il laureando - mi porta tutti i giorni a prendere decisioni di cantiere o a scegliere tecnologie costruttive che possono modificare, anche radicalmente, le sorti ed il successo del progetto originale. E nel fare queste scelte – ha proseguito - mi baso da una parte sull’esperienza vissuta, sulla conoscenza tecnica accumulata nel tempo, e dall’altra parte punto sull’idea originale e sull’innovazione tecnologica. Innovazione e tradizione, dunque, che si fondono insieme e che ho voluto richiamare come elementi cardine della mia esperienza anche nel titolo della lectio».
Al termine, il caldo abbraccio dell'ateneo al neodottore con il canto del «Gaudeamus» a cura del coro G. Pressacco dell’Università degli studi di Udine.