26 agosto 2019
Aggiornato 03:00
BASILIANO

Dopo il salvataggio, la Cantina 'Vini San Giorgio coop' riparte in autonomia

Fondamentale è stato l'intervento del Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia, che ha contribuito a risanare l'attività
Dopo il salvataggio, la Cantina 'Vini San Giorgio coop' riparte in autonomia
Dopo il salvataggio, la Cantina 'Vini San Giorgio coop' riparte in autonomia

BASILIANO - Otto anni dopo averla incorporata, a seguito di una situazione di difficoltà, il Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia restituisce autonomia alla Cantina 'Vini San Giorgio coop'. La cooperativa vitivinicola della destra Tagliamento riprende il suo cammino da sola, risanata finanziariamente ed economicamente, cresciuta sia nei volumi che nella qualità del vino prodotto, da sempre in cisterna e ora anche in bottiglia. La data non è casuale. Era infatti il 1 agosto del 2011 quando la cantina entrava a far parte della grande famiglia del Consorzio agrario Fvg. Otto anni che i vertici di Cantina e Consorzio hanno scelto di celebrare: l’esercizio della 'nuova' cooperativa (acquisito il ramo d’azienda vitivinicolo dall’azienda di Basiliano) decorre infatti da oggi, in concomitanza per altro con l'avvio della campagna vitivinicola 2019-2020.
«Ormai ci sono tutti i presupposti perché la cooperativa possa proseguire in autonomia - dichiara il presidente del Consorzio agrario Fvg, Dario Ermacora -. I soci ci hanno manifestato questo desiderio e come Consorzio abbiamo deciso di assecondarli, convinti di aver fatto la nostra parte». Una parte non facile, durata come detto otto anni. «Quando altri, nel 2011, si erano chiamati da parte o aspettavano il fallimento della Cantina noi abbiamo deciso di dare una mano. La cooperativa era in difficoltà finanziaria, non per colpe proprie, ma per effetto del fallimento di Friulvini che si portava dietro una perdita importante» ricorda ancora Ermacora. 

La Cantina è stata risanata e riorganizzata 

Con un’operazione di fusione per incorporazione, la Cantina è entrata a far parte della grande famiglia del Consorzio agrario Fvg, mantenendo la propria autonomia sul campo, grazie a un comitato di sezione chiamato a darle le linee di indirizzo. «Sono seguiti, negli anni, un’importante opera di riorganizzazione interna, l’innesto di nuove competenze, investimenti e ancora, diverse economie di scala ed una attenta politica commerciale - ricorda il direttore generale Elsa Bigai - Attività che hanno permesso alla Cantina di mettere a segno risultati economici tra i migliori del settore cooperativo». Nel 2018 i soci -  poco meno di un centinaio di aziende per circa 350 ettari totali di vigna - si sono visti liquidare il raccolto dell’anno precedente, il prezzo più alto della lunga storia della Cantina Vini San Giorgio (nata nel 1951) e il più alto tra le Cantine cooperative del Friuli. Buona anche la vendemmia. Il 2018 ha reso giustizia al lavoro in vigna con un raccolto abbondante, pari a 60.000 quintali di uva, realizzati anche grazie all’entrata di nuovi soci in Cantina. Tra i vitigni più rappresentativi ci sono Pinot Grigio e Prosecco, con 120 e 85 ettari, quindi Cabernet, Merlot e Traminer. 

E' tempo di fare da soli

«L’amore e l’orgoglio dell’appartenenza a una realtà cooperativa storica come quella sangiorgina ci sostengono –  dice Ivan Volpatti , presidente della neo neocostituita 'Vini San Giorgio' – come amministratori e come soci. Ci sentiamo di ringraziare il Consorzio agrario per il fondamentale ruolo di supporto svolto in questi anni e per aver accolto il desiderio della compagine sociale di tornare autonoma, convinti che ci sono solide basi su cui creare un ulteriore sviluppo della cooperativa. Questa scelta di autonomia - afferma - trae ragione anche dalla opportunità di cogliere importanti possibilità contributive europee e nazionali offerte alle cooperative agricole del settore vitivinicolo, e non alle grandi imprese come il Consorzio Agrario in materia di investimenti strutturali e promozione, fondamentali per rafforzare la presenza sul mercato della Vini San Giorgio e premiare gli sforzi della base sociale».