13 novembre 2019
Aggiornato 16:00
Fvg

Reddito di Cittadinanza: il nodo resta l'avviamento occupazionale

I dubbi della Cgil, preoccupata dalla difficoltà a gfestore un flusso comunque elevato di persone, già 900mila a livello nazionale e 10mila in regione
Reddito di Cittadinanza: il nodo resta quello dell'avviamento occupazionale
Reddito di Cittadinanza: il nodo resta quello dell'avviamento occupazionale

UDINE - I limiti del reddito di cittadinanza, a quasi cinque mesi dall’apertura delle domande, non sono soltanto quelli messi a nudo dai numeri, ovvero una quota di domande più bassa rispetto alle attese, in particolare nelle regioni del nord, Fvg compreso, e il contenuto importo medio delle erogazioni mensili (360 euro in regione). Le perplessità della Cgil riguardano la capacità di gestire un flusso comunque elevato di persone, già 900mila a livello nazionale e 10mila in Fvg, che vanno non soltanto sostenute economicamente, ma anche concretamente avviate verso l’approdo o il ritorno al mercato del lavoro.

I dubbi sulla figura dei navigator

"Da questo punto di vista - affermano Rossana Giacaz, segreteria regionale Cgil Fvg, e Dina Sovran, coordinatrice regionale Nidil Cgil - l’assessore regionale al lavoro Rosolen ha toccato il cuore del problema, e cioè l’impossibilità di gestire un così alto flusso di percorsi di avviamento al lavoro o di reinserimento con le attuali dotazioni dei centri per l’impiego. Apprezziamo anche che l’assessore abbia confermato i numeri delle nuove immissioni e delle stabilizzazioni programmate per rafforzare gli organici della rete del collocamento pubblico regionale. Questa è sicuramente la strada prioritaria, perché l’apporto dei navigator sarà tardivo e nasce fortemente condizionato dalle contraddizioni sul loro ruolo, inizialmente presentato come un supporto diretto, quasi da tutor, ai beneficiari, e poi modificato in corsa per trasformarli, con quali esiti sarà da vedere, in consulenti od ottimizzatori a supporto dei centri per l’impiego. Da parte nostra - aggiungono - restiamo fortemente scettici su quello che sarà il ruolo e l’apporto effettivo dei navigator, non perché nutriamo dubbi sulla qualità delle persone, ma perché è il loro mandato che nasce in modo nebuloso e abborracciato. Paradossale, inoltre, che siano dei lavoratori precari a doversi occupare, anche se in modo indiretto, dei percorsi di inserimento occupazionale dei beneficiari del reddito».

«Anche per questo - proseguono i rappresentanti della Cgil - invitiamo l’assessore, che ha annunciato di voler accelerare i tempi della convocazione dei beneficiari presso i tempi per l’impiego, a varare in anticipo anche un cronoprogramma per il coordinamento tra navigator e centri per l’impiego. Una volta completata la loro fase formativa a cura di Anpal, infatti, sarà importante che la regione possa contribuire a un loro rapido inquadramento e a un efficace coordinamento con gli operatori del collocamento pubblico. Con l’auspicio che questo possa favorire non soltanto una migliore riuscita del reddito di cittadinanza in termini di politiche del lavoro, ma anche un incremento del contributo dei centri per l’impiego in termini di avviamento al lavoro, che oggi non supera il 5% delle assunzioni. Ultimo ma non meno importante, c’è la necessità di un forte coordinamento tra gli assessorati al Lavoro e alle Politiche sociali, perché i titolari continuino ad essere presi in carico anche dagli operatori dei servizi sociali, come è sempre avvenuto con le misure precedenti, tanto il Rei nazionale quanto la Mia regionale. Parliamo infatti di persone e nuclei familiari fragili, nei confronti dei quali l’approccio e la risposta non possono essere incentrati esclusivamente sull’aspetto occupazionale, tanto più se i risultati in termini di ricollocamento e nuova occupazione, come temiamo, dovessero rivelarsi inefficaci». Questa la posizione di Giacaz e Nidil.