25 febbraio 2020
Aggiornato 17:00
Udine

Falsi venditori dell'Enel smascherati dalla Polizia

In azione due giovani in città. Nel mirino sono finiti diversi anziani
Falsi venditori dell'Enel smascherati dalla Polizia
Falsi venditori dell'Enel smascherati dalla Polizia

UDINE - Nel primo pomeriggio di venerdì 2 agosto, una Volante della Questura di Udine è intervenuta in una via della zona nord-est della città, dove un’anziana residente aveva appena sottoscritto un contratto per la fornitura di energia elettrica, ingannata dal giovane procacciatore presentatosi alla porta di casa, salvo poi pentirsene e chiamare la sala operativa.

«Se non firmi facciamo staccare la luce»

Giunti sul posto gli agenti hanno subito notato a una fermata dell’autobus e identificato due giovani, un 19enne italiano e un 22enne ucraino residenti in altra regione, corrispondenti alla descrizione fornita dall'anziana e che si qualificavano come agenti di vendita per una azienda di fornitura di energia. La signora riferiva che uno dei due poco prima, verso le 14.30, la convinceva a sottoscrivere un nuovo contratto di fornitura, ingenerando in lei un grave e ingiustificato timore di un pericolo immaginario, convincendola che se non avesse firmato in quel momento il contratto, entro sera le avrebbero staccato la corrente.

Truffata anche una coppia di anziani

Durante l’intervento gli agenti venivano avvicinati anche da un’altra signora che segnalava un caso analogo accaduto ai suoi genitori, residenti in una via limitrofa, verso le 13.30. L’attività esperita consentiva agli operatori di appurare che in questo caso il secondo ragazzo riusciva far firmare un contratto a un’anziana coppia di coniugi, lui ultranovantenne, lei vicina agli ottanta, ingannando gli stessi e la loro badante straniera: quest’ultima, visti gli insistenti tentativi del procacciatore, gli diceva che per nuove sottoscrizioni avrebbe dovuto sentire la figlia dei due, in quel momento non presente e, in buona fede, gli forniva il numero di cellulare. Il ragazzo fingeva allora di telefonare alla figlia e convinceva poi i genitori a firmare tranquillamente il contratto con il consenso della stessa. Naturalmente la donna, rintracciata immediatamente dai poliziotti, negava categoricamente di aver ricevuto alcuna telefonata.

I due sono stati denunciati

Condotti in Questura per la compiuta identificazione, i due venivano deferiti all’autorità giudiziaria competente per truffa aggravata, avendo approfittato di uno stato di minor difesa, stante l’età delle persone ingannate, e prefigurando pericoli inesistenti.