17 settembre 2019
Aggiornato 05:00
Udine

Camminano sui binari come se nulla fosse: nei guai due giovani

Il primo caso si è verificato ad Artegna e ha coinvolto un minore straniero. Il secondo ha visto protagonista una ragazza di Azzano Decimo
Camminano sui binari come se nulla fosse: nei guai due giovani
Camminano sui binari come se nulla fosse: nei guai due giovani Polizia di Stato

UDINE - Prosegue il lavoro della Polizia di Stato volto a reprimere i comportamenti potenzialmente pericolosi in ambito ferroviario unitamente all’impegno a educare i giovani cittadini a un corretto rapporto col mondo delle due rotaie.Nel primo pomeriggio del 7 agosto scorso, gli agenti della Polizia ferroviaria per il Friuli Venezia Giulia, allertati dai colleghi del Centro operativo compartimentale, rintracciavano, sulla tratta Udine-Tarvisio, un giovane uomo che era stato visto camminare sulle rotaie dal personale di un treno merci.

Il treno ha dovuto fermarsi

Un attimo prima, infatti, i macchinisti erano stati costretti ad arrestare repentinamente la marcia per scongiurare il pericolo che il ragazzo potesse essere travolto. Il giovane, che, prima di allontanarsi, aveva avuto l’ardire di chiedere perfino un passaggio ai conducenti del treno, sulla base delle informazioni raccolte a caldo dalla sala operativa, che coordinava l’attività di ricerca, veniva subito rintracciato e fermato, poco distante, ad Artegna, dai poliziotti della Polizia ferroviaria di Gemona, immediatamente giunti in zona.
Dagli accertamenti eseguiti, è risultato essere un minore straniero, illegalmente entrato in Italia. Oltre a vedersi contestato l’ingresso e il soggiorno sul territorio nazionale, l’incauto giovane è stato denunciato anche per interruzione di pubblico servizio e successivamente affidato a una comunità della zona.

Non era la prima volta che accadeva

Solo qualche giorno prima, sulla linea Venezia-Udine, gli operatori della Polizia Ferroviaria erano già intervenuti per un episodio analogo. Anche in quel caso il Centro Operativo Compartimentale di Trieste era stato attivato da due macchinisti, i quali avevano dovuto bruscamente arrestare la corsa di un convoglio a causa della presenza, sui binari, di una giovane friulana, B.E., di Azzano Decimo, che aveva deciso di raggiungere la stazione di Cusano seguendo la linea ferrata e portando a mano la propria bicicletta senza rendersi conto della gravità del suo comportamento.