2 dicembre 2020
Aggiornato 10:30
Politica

Crisi di governo: Serracchiani apre ai grillini, Tondo spera nel voto a primavera

E’ diametralmente opposta la visione della crisi di governo da parte di due ex governatori del Fvg

UDINE - E’ diametralmente opposta la visione della crisi di governo da parte di due ex governatori del Fvg, oggi parlamentari, Debora Serracchiani (Pd) e Renzo Tondo (Gruppo Misto). Se la prima apre all’accordo con il M5S, il secondo auspica un esecutivo istituzionale per arrivare al voto in primavera.

La posizione di Serracchiani

«L'avvio di un dialogo con i 5Stelle, trasparente e che abbia presenti i nostri punti qualificanti, è nell'ordine delle cose del percorso della crisi. È molto positivo che il segretario Zingaretti abbia avuto il più ampio e preciso mandato a verificare le condizioni di un nuovo e diverso Governo. Ma è chiaro che il Pd non potrà accettare forzature di nessun tipo né accordi di breve respiro. Diciamolo chiaro: siamo pronti a fare la nostra parte per il bene del Paese, ma non a perdere la nostra anima per sopravvivere qualche mese». Lo afferma Debora Serracchiani, vicepresidente dell'Assemblea nazionale del Pd.

Lo scetticismo di Tondo

«Una crisi surreale per i tempi, le modalità e i contenuti». E’ il commento che il deputato friulano Renzo Tondo, presidente di Autonomia responsabile, fa dopo le dimissioni del premier Giuseppe Conte. Per il deputato carnico, dopo quello gialloverde, si profila un esecutivo a tinte giallorosse: «Renzi ne ha approfittato per una delle sue spregiudicate giravolte offrendo la sponda ai 5 Stelle per un nuovo governo, e soprattutto per rompere gli equilibri interni al Pd - chiarisce Tondo -. Fdi e Forza Italia appaiono in questo contesto con ruoli da comprimari, mentre la Lega comincia ad avere i primi dubbi sulla condotta e sulle scelte politiche del suo 'capitano'. Si profila un governo giallorosso 5 Stelle-Pd». L’auspicio dell’ex governatore Fvg, oggi in Parlamento tra le file del Gruppo misto, è che invece si vada verso un governo istituzionale: «Un esecutivo - conclude - capace di portare il Paese alle urne in primavera».