13 novembre 2019
Aggiornato 15:00
Lignano

Troppa Venezia per una Udine timida e ancora indietro con la preparazione

Trenta i punti di distacco per i campioni d'Italia in carica: 88 a 58
Troppa Venezia per una Udine troppo timida e ancora indietro con la preparazione
Troppa Venezia per una Udine troppo timida e ancora indietro con la preparazione Diario di Udine

LIGNANO SABBIADORO - La corazzata Reyer Venezia, campione d'Italia e con il roster quasi interamente confermato dall'anno scorso, supera agevolmente, con trenta punti finali di distacco, l'Oww Apu Udine (88-58). I timori della vigilia hanno trovato realtà sul parquet della 1a giornata della BH Cup - Lignano Basket che aveva in precedenza visto l'Happy Casa Brindisi vincere sulla Segafredo Bologna per 85 a 78.

I bianconeri sono sembrati ancora troppo imballati per i carichi della preparazione precampionato ed hanno sofferto oltremodo la potenza fisica, oltre che le indubbie qualità tecniche, della Reyer, che ha cominciato la preseason una decina di giorni prima dell'Oww. La squadra di coach De Raffaele ha dettato legge soprattutto sotto canestro, come indica il computo finale di 39 a 23 a favore dei veneti ed ha trovato punti, oltre che dagli straordinari Watt, Tonut e Daye, anche dall'ex Pellegrino e da Casarin, visto recentemente a Udine nell'ambito degli europei under 16.
Tutto sbagliato, tutto da rifare per Udine? Non proprio, come ci hanno tenuto a sottolineare a fine partita il presidente Pedone ed il g.m. Micalich. Pur contro un avversario di questo calibro, i bianconeri hanno mostrato sprazzi di bel gioco e la voglia di fare squadra anche nei momenti difficili della partita. Per prestazioni e risultati positivi, meglio aspettare ancora un po' di tempo ed avversari più alla portata.

Parlando dei singoli, una buona impressione l'ha destata Amato, apparso subito vivace e con una buona visione di gioco (4 assist smazzati), Beverly, che ha confermato quanto di buono si diceva su di lui in fatto di presenza ed intimidazione sotto le plance (10 punti, con 2 schiacciate in alley-oop), nonché un Cortese che, a parte una botta al costato rimediata a fine primo quarto, è sembrato tirato a lucido e rinfrancato, dopo gli infortuni della scorsa annata. Da rivedere un po' tutti gli altri, con qualche allenamento in più sulle spalle, a cominciare dall'atteso. T.J. Cromer. La guardia americana è stato il giocatore che più a lungo è rimasto avulso dal match. Andato in bianco nei primi due quarti con due triple ciccate, Cromer ha preso coraggio nella terza frazione di gioco ed alla fine ha messo segno 9 punti, ma la strada per lasciare un segno in Friuli è ancora lunga.

Un match che, per quanto riguarda l'APU, non andrà negli annali, tranne che per un giocatore. In un match dai tanti figli d'arte presenti sul parquet, a cominciare da Austin Daye (figlio di Darren, campione con la Scavolini Pesaro), passando per Davide Casarin (figlio di Federico, giocatore a Sassari e Treviso negli anni '90), ha fatto la sua apparizione, con la casacca della prima squadra, Enrico Micalich, figlio dell'orgoglioso manager bianconero Davide.

OLD WILD WEST UDINE - UMANA VENEZIA 58-88 (17-29, 30-52, 46-68)
APU UDINE: Cromer 9, Bryan 2, Amato 3, Antonutti 7, Fabi 3, Zilli 5, Cortese 8, Jerkovic 4, Beverly 10, Nobile 5, Penna 2, Micalich. All. Ramagli.
REYER VENEZIA: Udanoh 4, Casarin 5, Stone 3, Bramos 8, Tonut 17, Daye 12, De Niccolao 4, Chappel 7, Vidmar 1, Cerella 2, Pellegrino 8, Watt 17. All. De Raffaele.