20 ottobre 2019
Aggiornato 14:00
L'incontro

Bini propone ai sindacati un tavolo permanente per anticipare le crisi aziendali

"Quando si parla di posti di lavoro e di economia deve prevalere il senso di responsabilità, non le ideologie o il colore politico". Così l'assessore
Bini propone ai sindacati un tavolo permanente per anticipare le crisi aziendali
Bini propone ai sindacati un tavolo permanente per anticipare le crisi aziendali Regione Friuli Venezia Giulia

UDINE - «Quando si parla di posti di lavoro e di economia deve prevalere il senso di responsabilità, non le ideologie o il colore politico. In Friuli Venezia Giulia la Regione ha un ruolo fondamentale: provare, con gli strumenti che le sono consentiti, a stimolare l'economia del nostro territorio che ha basi forti. Il tavolo di confronto con i sindacati avviato oggi ne è una prova». Così l'assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, ha commentato l'esito del primo confronto con le sigle sindacali di Cgil-Cisl-Uil e Confsal sui contenuti del prossimo disegno di legge Sviluppo Impresa, svoltosi a Udine nella sede della Regione. Tra le proposte avanzate da Bini c'è l'istituzione di un tavolo permanente per affrontare e monitorare con anticipo le potenziali crisi aziendali. «La Regione viene chiamata ai tavoli di crisi troppo tardi, quando ormai resta poco da fare. Ciò accade, a volte, per la carenza di una cultura di condivisione tra i vari stakeholder delle informazioni sull'andamento economico dell'azienda. Per questo è necessario istituzionalizzare un metodo di lavoro condiviso e continuativo».

L'analisi dell'assessore muove dalle previsioni di stagnazione per l'economia italiana, in considerazione degli indicatori negativi che giungono anche dalla Germania, tra i principali partner commerciali del Friuli Venezia Giulia. «Con queste premesse dobbiamo essere pronti a un clima non favorevole in vista dell'autunno», ha commentato Bini. La partita si gioca sulla stesura del disegno di legge Sviluppo Impresa la cui bozza, già in fase di elaborazione, dovrà giungere a un testo compiuto entro l'autunno. Per Bini si tratta di «un provvedimento che va oltre il Rilancia Impresa e lo sviluppa ulteriormente in virtù dell'attuale condizione economica, con nuovi temi per la crescita delle Pmi regionali». I punti che potranno entrare nell'articolato, anche con il contributo dei sindacati da cui Bini attende un documento nelle prossime settimane, sono molteplici, a partire dall'accesso al credito e dalla fiscalità.

«Troppe aziende muoiono per mancanza di liquidità o per eccesso di tassazione - ha evidenziato l'assessore - e la Regione può agire in controtendenza». Si pensa a Irap e Ires, come leve su cui agire, ma anche a un nuovo modello facilitato di accesso al credito. Un ulteriore punto allo studio è la possibilità di un coinvolgimento dei lavoratori nella governance delle imprese (in forma di azionariato) secondo un modello già adottato con successo all'estero. Sul tavolo anche i temi del rafforzamento del welfare aziendale «grazie al quale potremmo garantire benefici diretti per i lavoratori a un costo contenuto anche per l'impresa, mitigando gli effetti del cuneo fiscale», ha spiegato ancora Bini. Ultimo punto citato dall'assessore è la sostenibilità ambientale, intesa anche come opportunità di sviluppo e di nuova imprenditorialità.

Temi su cui c'è stata una prima convergenza da parte dei segretari dei sindacati regionali (William Pezzetta per la Cgil, Giacinto Menis per la Uil, Franco Colautti per la Cisl e Giovanni Zanuttini per la Confasal) i quali hanno rimarcato la vocazione manifatturiera del tessuto imprenditoriale regionale e la necessità di attivare provvedimenti anticiclici. Dai sindacati è giunta anche l'indicazione di riprendere il tema dell'aggregazione dei consorzi industriali, di rafforzare i vantaggi competitivi per la montagna con azioni sulla fiscalità e sul miglioramento delle infrastrutture e di aggiornare il piano energetico regionale. Sarà centrale, in questa visione di sviluppo economico illustrata da Bini, il ruolo della nuova Agenzia Lavoro Sviluppo Impresa che, ha evidenziato in conclusione, «farà da sentinella sul territorio per leggere correttamente gli indicatori economici, con il supporto di un team permanente composto, tra gli altri, da sindacati, industria, gestori di fondi, esperti di politiche sociali e del lavoro».