17 settembre 2019
Aggiornato 05:00
Truffe

Scoperta una maxi-truffa con la vendita di auto di lusso on line

Oltre 35 milioni di euro evasi, 1.329 persone coinvolte, 20 persone indagate. E' il bilancio dell'operazione «Cars lifting» condotta dalla GdF di Pordenone
Scoperta una maxi-truffa con la vendita di auto di lusso on line
Scoperta una maxi-truffa con la vendita di auto di lusso on line Guardia di Finanza

PORDENONE - Oltre 35 milioni di euro evasi, 1.329 persone truffate in 97 province di tutta Italia e 20 persone indagate. E' il bilancio dell'operazione 'Cars lifting' condotta dalla Guardia di Finanza di Pordenone e relativa al commercio online di auto di lusso che lo scorso mese di marzo aveva portato a cinque provvedimenti di custodia cautelare.

L'inchiesta è stata condotta su delega della Procura della Repubblica di Udine, che ha disposto sequestri in Italia e all'estero per più di 5 milioni di euro (Audi, Volkswagen, Jeep, Mercedes, Bentley Continental, Citroen Maserati, Citroen DS Pallas, Alfa Romeo GTV), 12 motociclette (Harley Davidson, Ducati, Vespa, Laverda, Benelli, Suzuki) e 21 orologi di lusso (Rolex, Cartier, Gucci, Tudor, Breitling e Audemars Piguet), ha effettuato il sequestro, nell'abitazione di uno degli indagati, di una esclusiva cantina, del valore complessivo di 103.300 euro, costituita da 561 bottiglie di vino e liquori, tra questi vini Sassicaia e Tignanello Antinori, rum Demerara e Caroni, whisky Samaroli Coilltean e Signat Vintage.

L'indagine ha fatto emergere ulteriori attività criminose nelle operazioni di vendita: gli autoveicoli commercializzati risultavano spesso subire una riduzione del chilometraggio (dal 50% al 70% di quello reale) agendo sul software e sulle centraline elettroniche dei mezzi; le manomissioni avvenivano in due autofficine, a Padova e nella provincia di Treviso, utilizzate all'associazione criminale. Non di rado, incassati gli anticipi e, talvolta, l'intero corrispettivo (anche per 30/40 mila euro) e non veniva consegnata l'auto. Spesso, poi, venivano avviate plurime trattative per la cessione del medesimo autoveicolo a più acquirenti.

Le indagini delegate dal Procuratore Aggiunto di Udine, Claudia Danelon, hanno, tra l'altro, consentito di rilevare un fenomeno fiscalmente evasivo, per portata e volume, di assoluta gravità. Oltre al sequestro di 635 carte di circolazione, sono state sottoposte a «vincolo ostativo» ulteriori 140 autovetture la cui immatricolazione (sempre irregolare) non era ancora conclusa.

Per le stesse gli uffici del Dipartimento dei Trasporti hanno poi perfezionato l'iter, solo dopo aver ricevuto le attestazioni di pagamento dell'Iva (altrimenti non corrisposta) per complessivi 704 mila euro. «Tali immatricolazioni illecite - ha ricordato il comandante della Guardia di Finanza di Pordenone, colonnello Stefano Commentucci - costituiscono un grave problema per il quale, aldilà delle successive denunce e sequestri delle carte di circolazione, è necessario anche improntare attività di tipo preventivo per precludere tali condotte criminose. Ad esempio, una delle agenzie di pratiche auto utilizzate dall'organizzazione, ubicata a Palermo, curava immatricolazioni, per l'80%, per soggetti residenti in regioni del Nord e Centro Italia - ha aggiunto -, circostanza a dir poco assurda, tenuto conto che tali procedure amministrative sono logicamente perfezionate nell'ufficio pubblico più prossimo a dove si trova il soggetto richiedente».