4 marzo 2021
Aggiornato 16:30
L'intervento

Roberti chiede al governo di bloccare il flusso di migranti dalla Bosnia

L'assessore regionale alla sicurezza: «Prevenire rischi sanitari per Italia: Afghanistan e Pakistan unici Paesi dove persistono focolai»

UDINE - «Chiediamo ai ministri degli Esteri e dell'Interno di attivarsi immediatamente per bloccare il flusso di migranti dalla Bosnia verso l'Italia, intervenendo sulla Croazia affinché intensifichi i controlli e sulla Slovenia al fine di rinnovare l'accordo bilaterale, in scadenza il prossimo 30 settembre, consentendo così di proseguire e auspicabilmente implementare le pattuglie miste italo-slovene istituite dal precedente Governo che, nell'arco di alcuni mesi, hanno contribuito a ridurre le presenze sul territorio del 40%». Lo afferma l'assessore alla Sicurezza del Friuli Venezia Giulia, Pierpaolo Roberti, sottolineando quanto sia «presumibile che l'imminente peggioramento delle condizioni meteorologiche induca le migliaia di clandestini presenti nei campi della Bosnia a forzare i controlli e provare a varcare i confini in direzione dell'Italia, attraverso le frontiere del Friuli Venezia Giulia, per evitare di rimanere bloccati dove si trovano ora dall'arrivo dell'inverno».

«Agire con fermezza»

«È noto - sostiene Roberti - che buona parte dei clandestini che giungono alle porte della nostra regione provengono da Afghanistan e Pakistan, in pratica gli unici due Paesi al mondo dove non sono stati ancora debellati i focolai della poliomielite. Evidente, quindi, che questo possibile ulteriore rischio debba rappresentare per il Governo una spinta fondamentale ad agire con fermezza al fine di garantire prevenzione e protezione sanitaria a tutti i cittadini. Nel corso dell'ultimo anno - conclude l'assessore Fvg alla Sicurezza - si è lavorato molto, con ottimi risultati, per contenere e ridurre gli ingressi. Ora non dobbiamo permettere che il nostro territorio torni a essere un immenso campo profughi a causa di una visione nazionale opposta sul tema immigrazione clandestina».