25 febbraio 2020
Aggiornato 17:00
Cividale del Friuli

Si presenta il romanzo giallo «I cavalieri di Venezia» dell'udinese Favaro

Giovedì 26 settembre 2019 alle ore 18.30 nella Sala Refettorio del Monastero di Santa Maria in Valle
Si presenta il romanzo giallo 'I cavalieri di Venezia' dell'udinese Favaro
Si presenta il romanzo giallo 'I cavalieri di Venezia' dell'udinese Favaro

CIVIDALE DEL FRIULI - Giovedì 26 settembre 2019 alle 18.30 nella sala refettorio del monastero di Santa Maria in Valle in via Monastero Maggiore 34, a Cividale del Friuli, si terrà la presentazione del romanzo giallo 'I cavalieri di Venezia', di Antonella Favaro (Gaspari edizioni). Colloquierà con l'autrice Domenico Pecile.

I cavalieri di Venezia è un giallo colto e avvincente, la cui trama si snoda tra la Terraferma veneta dei giorni nostri e la Serenissima del Cinquecento alternando un registro formale e rigorosamente storico a una narrazione ironica e lieve.
Il romanzo si sviluppa come una vera e propria caccia al tesoro tra ville venete, musei e archivi: un'incalzante serie di eventi e scoperte via via sempre più incredibili e sconvolgenti, che condurrà il lettore alle origini della grandezza della Repubblica del Leone.
I temi sono di sicuro interesse e di attualità, primo fra tutti quello del venetismo in tutte le sue accezioni, compresa quella più estrema legata a istanze secessioniste. Altri ideali come la fedeltà assoluta verso Venezia, pur affondando le radici nell'alto Medioevo, vengono qui riscoperti e fatti propri dalla misteriosa setta dei cavalieri di San Marco, con i quali la protagonista del romanzo sarà costretta a confrontarsi.

Una semplice telefonata in casa Marcheschi innesca dapprima la curiosità, poi un effetto domino fatto di ricerche e scoperte sensazionali. A ricevere la chiamata è Francesca, una giovane professoressa di storia dell’arte particolarmente brillante e perspicace. Il palazzo ottocentesco della prima terraferma veneziana dove vive la donna è una presenza muta ed eloquente allo stesso tempo e avrà un ruolo centrale nella vicenda narrata.
Ben presto infatti Francesca scopre che un antico proprietario del palazzo aveva custodito e successivamente nascosto un misterioso Oggetto, chiamato Objectum. Con l’aiuto del cugino Andrea e dell’affascinante ricercatore David, la ragazza inizia quindi una singolare caccia al tesoro, rallentata dalla burocrazia e osteggiata da un’organizzazione segreta e potente che intende impossessarsi dell’Oggetto per fini illeciti e sovversivi. Senza volerlo, Francesca mette in pericolo la propria vita.
Durante la lunga e appassionante ricerca tra archivi, chiese, cimiteri e musei, la ragazza scopre che la sua dimora non risale all’Ottocento, come credeva, ma a un’epoca ben più remota.
È quindi in un passato molto lontano che deve scavare per trovare l’Oggetto che sta cercando e carpirne i segreti.
La vicenda di Francesca, infatti, capitolo dopo capitolo, si intreccia con quella del primo proprietario della sua storica dimora, il patrizio veneziano Cristoforo Moro, un personaggio di spicco nella vita politica della Serenissima a lungo impegnato nella difesa della Repubblica di Venezia e del suo più importante possedimento verso l’Oriente, l’isola di Cipro. Un uomo che con le sue gesta avrebbe poi ispirato Shakespeare nella tragedia Il Moro di Venezia.