17 settembre 2021
Aggiornato 04:30
Tarcento

Presa una banda di romeni: 5 persone arrestate

Il gruppo ha commesso furti in Friuli e nel vicino Veneto. presi di mira distributori di carburante, concessionari di automobili, esercizi pubblici

TARCENTO - I carabinieri della stazione di Tarcento, con il supporto e il coordinamento della Compagnia di Cividale del Friuli, hanno condotto, a partire dall’autunno 2018, un’indagine, denominata 'Dracula', che ha riguardato un gruppo di 5 soggetti tutti di nazionalità romena, risultati responsabili di numerosi furti avvenuti in regione e non solo.

Furti ai danni di attività commerciali

L’attività ha preso spunto da una serie di furti ai danni di attività commerciali (distributori di benzina, concessionari auto e altro) avvenuti a ottobre 2018 nella zona collinare del Friuli. Le indagini condotte dai carabinieri di Tarcento, con la collaborazione di altri comandi stazione della Compagnia di Udine, hanno permesso di risalire prima a una delle auto utilizzate durante i colpi, poi via via ai soggetti coinvolti, utilizzando strumenti tecnici e metodi investigativi più tradizionali. Gli obiettivi della banda spaziavano dalle colonnine self service dei distributori di carburante, a concessionari di automobili, fino a esercizi pubblici vari.

Recuperata refurtiva per decine di migliaia di euro

Le indagini hanno consentito di appurare che il gruppo aveva come base la residenza di uno dei soggetti, a Bologna, da dove si spostava verso il nord Italia; dopo il Friuli, sono stati effettuati infatti altri furti nelle province di Venezia e Treviso, sempre alla fine del 2018. Il lavoro dei militari di Tarcento, con la collaborazione di colleghi delle Compagnie di Udine e Tolmezzo, è partito dalla raccolta delle tracce lasciate dai malviventi in Friuli, sui luoghi interessati dai colpi e in un provvisorio nascondiglio in zona boschiva, dove il gruppo si era fermato e aveva lasciato tracce di refurtiva. Il puzzle ricostruito con i dati raccolti ha portato all’emissione di 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere per altrettanti soggetti membri della banda, richieste dal Sostituto procuratore titolare dell’indagine, Giorgio Milillo, e concesse dal Giudice per le Indagini Preliminari di Udine. Tra la refurtiva recuperata, dal valore complessivo di parecchie decine di migliaia di euro, un autocarro e un’auto rubate nella provincia di Udine, oltre ad altri mezzi sottratti in Veneto.