13 dicembre 2019
Aggiornato 14:00
Dal 5 al 12 ottobre 2019

Al via la 38^ edizione delle Giornate del Cinema Muto

Duecentodiciassette film fra corto e lungometraggi, 19 curatori delle diverse sezioni, 50 esperti che hanno redatto le note ai film per il catalogo del festival
Al via la 38^ edizione delle Giornate del Cinema Muto
Al via la 38^ edizione delle Giornate del Cinema Muto

PORDENONE - Duecentodiciassette film fra corto e lungometraggi, 19 curatori delle diverse sezioni, 50 esperti che hanno redatto le note ai film per il catalogo del festival: sono i primi numeri della 38^ edizione delle Giornate del Cinema Muto, che si svolgerà dal 5 al 12 ottobre 2019 al Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone, dopo una serata di pre-apertura, venerdì 4 ottobre al Teatro Zancanaro di Sacile e con la replica dell’evento inaugurale domenica 13 ottobre all’interno della stagione musicale del Verdi. Il programma è talmente ricco e pieno di suggestioni e rimandi che risulta davvero difficile scegliere da dove cominciare. Per un doveroso omaggio a una delle dive più amate dal festival partiamo dal manifesto dedicato a Marion Davies che riproduce una foto della grande fotografa Ruth Harriet Louise scattata sul set del film Beverly of Graustark (Il principe azzurro), una commedia raffinata ed elegante dove la Davies è mattatrice assoluta. Abbiamo così individuato due dei fil rouge dell’edizione 2019: la commedia e la forte presenza femminile all’interno di quasi tutte le sezioni.

GLI EVENTI SPECIALI - Vediamo ora gli eventi speciali. L’apertura è con The Kid (Il monello, 1921), uno dei film più amati di tutti i tempi in cui Charlie Chaplin fonde un’altissima ispirazione poetica con elementi autobiografici legati alla sua difficile infanzia. Raramente nella storia del cinema si è arrivati a un sodalizio artistico più commovente di quello che lega nel film il Vagabondo al Monello, magnificamente interpretato da Jackie Coogan all’età di sei anni. Sembrerà strano ma è la prima volta nella lunga storia delle Giornate che The Kid viene proiettato al festival. Questa lacuna viene colmata, in occasione dei 130 anni dalla nascita di Chaplin, con la serata inaugurale di sabato 5 ottobre alle 20.30 al Teatro Verdi (replica nello stesso luogo domenica 13 alle ore 16.30). L’adattamento per l’esecuzione dal vivo della partitura composta da Chaplin nel 1971 è di Timothy Brock, che dirigerà l’Orchestra San Marco di Pordenone nella serata d’apertura, mentre il direttore nella replica domenicale sarà Günter A. Buchwald.
Londra è protagonista nel film di chiusura di sabato 12 ottobre (alle 20.30), The Lodger - A Story of the London Fog (1927) di Alfred Hitchcock. 
Musica e cinema, un binomio inscindibile anche per il terzo evento del programma, Oblomok Imperii (Un frammento d’impero), uno dei pochissimi film sovietici rimasti con la partitura originale, ritrovata solo recentemente e che al Teatro Verdi sarà eseguita in prima internazionale (dopo un’unica esecuzione a Mosca), mercoledì 9 ottobre alle 20.30, dall’Orchestra San Marco sotto la guida di Günter A. Buchwald.
Nella tredicesima edizione di ‘A colpi di note’ gli allievi delle scuole secondarie di Pordenone accompagneranno, domenica 6 ottobre alle 14.30, due comiche americane del 1923, Carmen, Jr. di Alf Goulding, con la simpaticissima Baby Peggy (Diana Serra Carey) in versione torera e Dogs of War! di Robert F. McGowan, episodio della serie Our Gang, le mitiche ‘simpatiche canaglie’.

LE RETROSPETTIVE - Si diceva del grande spazio che ha la commedia nel programma. Una sezione prende in esame proprio le origini dello slapstick europeo, le sue derivazioni e i suoi legami con il music-hall, il vaudeville, il circo, e l’influenza che ha avuto sulla comicità americana, inclusa quella di Laurel & Hardy, di cui vedremo il primo film, Duck Soup (1927), nel nuovo restauro della parigina Lobster Films. Accanto a nomi noti come Max Linder e Karl Valentin, riscopriamo artisti austriaci, danesi, ungheresi, tedeschi e britannici oggi dimenticati, per non parlare degli esordi in qualità di attore di Ernst Lubitsch, prima che passasse all’altro lato della macchina da presa.
L’anello di congiunzione tra la comicità e la forte presenza femminile è rappresentato dai cortometraggi delle ‘nasty women’, un felice ritorno all’insegna della ribellione e dell’irriverenza verso l’ordine costituito e le convenzioni, ad opera di Léontine, Cunégonde, Lea, Rosalie, e di tante altre portatrici di caos loro alleate.