5 agosto 2020
Aggiornato 19:00
L'intervento

«Niente posti riservati alle donne in politica: non siamo una specie protetta»

Le parole dell'assessore regionale, Alessia Rosolen: «Dobbiamo creare le condizioni affinché una donna sia autonoma e indipendente»
L'assessore regionale, Alessia Rosolen
L'assessore regionale, Alessia Rosolen Regione Friuli Venezia Giulia

UDINE - «È uno stereotipo vecchio quello secondo cui le donne hanno bisogno di posti riservati come se fossero una specie protetta. La politica deve creare le condizioni affinché le donne abbiano tutte le condizioni per coniugare la vita privata con il lavoro, il ruolo di mamma e la carriera professionale». Così l'assessore alle Pari opportunità del Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen, esprime «con fermezza e convinzione un principio: chi suggerisce, propone, prospetta corsie privilegiate affinché le donne trovino rappresentanza in politica assume una posizione discriminatoria e lesiva dell'intelligenza delle donne stesse in quanto, sia chiaro, non dà loro alcuna opportunità ma le convince che non c'è alternativa a essere dipendenti dagli uomini».

«Il tema è un altro», prosegue Rosolen, evidenziando come «viviamo in una società in cui si parte dal presupposto, più o meno acclarato, secondo il quale spetta alla donna il ruolo di angelo del focolare mentre l'uomo si proietta verso il proprio percorso professionale. Invece di pensare a riserve di caccia preconfenzionate, dobbiamo creare le condizioni affinché una donna sia autonoma e indipendente e non debba scegliere tra le gratificazioni occupazionali e i piaceri della vita in famiglia. L'unica strada - afferma l'assessore - è quella di cambiare la cultura e aumentare la partecipazione alla vita pubblica. Donne e uomini devono essere messi nelle condizioni di raggiungere i propri traguardi e soddisfare le proprie ambizioni per merito, non con una legge. Per le donne che lavorano - continua Rosolen - si profilano carriere discontinue, contratti contraddistinti da una precarietà molto pronunciata e stipendi più bassi. Queste disparità generano difficoltà economiche e assestano colpi molto pesanti per le mamme single. Ovviamente, stipendi più bassi si trasformano, nel tempo, in pensioni poco confortanti. Il combinato disposto delle difficoltà elencate porta, inevitabilmente, le donne a scegliere. E la scelta, spesso, implica la rinuncia anche a fare politica».

«Ecco perché - sottolinea l'assessore - la giunta Fedriga si è adoperata per garantire alle famiglie del Friuli Venezia Giulia un sistema di abbattimento delle rette in grado di assicurare l'asilo gratuito per il secondo figlio, incentivi fino a 5 mila euro alle aziende che stabilizzano le mamme con figli di età non superiore ai 5 anni, misure importanti a favore della maternità e della paternità dei liberi professionisti, agevolazioni alle imprese che mettono a disposizione nidi aziendali, doposcuola, flessibilità di orario e banca delle ore. Queste - conclude Rosolen - sono le uniche norme di giustizia che io riconosco. Le leggine spot servono solo per soddisfare minute esigenze di visibilità, esattamente come il surreale dibattito sull'opportunità di declinare al femminile termini di uso comune che non ha mai prodotto niente di concreto».