18 novembre 2019
Aggiornato 09:00
Opere pubbliche

Udine, l'Autorità nazionale anticorruzione mette gli occhi sullo stadio 2.0

Aperta un'indagine per chiarire i contenuti della convenzione firmata da Udinese Calcio e Comune di Udine
L’Autorità nazionale anticorruzione mette gli occhi sullo stadio 2.0
L’Autorità nazionale anticorruzione mette gli occhi sullo stadio 2.0 Ufficio Stampa

UDINE - L’Autorità nazionale anticorruzione vuole vederci chiaro sulla convenzione firmata da Udinese Calcio e Comune di Udine in merito allo sviluppo ludico dello stadio Friuli. Nel mirino dell'Anac, in particolare, come ha anticipato il Messaggero Veneto, è finito il progetto di 'stadio 2.0', quello che prevede la realizzazione di ristoranti, palestre, piscina, nido e spazi dedicati alle associazioni sportive nel cuore dell'impianto calcistico.

L'Anac sta approfondendo i contenuti della convenzione che ha dato il via il progetto, arrivata dopo quella che ha definito la cessione del diritto di superficie dell’impianto per 99 anni. «Sulla base del primo accordo che risale al 2013 - scrive il Messaggero Veneto - tutte le spese di gestione e manutenzione (per le quali Palazzo D’Aronco aveva stanziato quasi un milione di euro all’anno) sono passate a carico dell’Udinese che versa nelle casse del Comune anche un canone annuo di circa 50 mila euro, oltre ad aver investito più di 30 milioni per realizzare lo stadio così come lo conosciamo oggi».

Per ora l'Anac ha chiesto di visionare tutta la documentazione relativa alla seconda convenzione, quella siglata dall'attuale amministrazione comunale ma di fatto redatta dalla vecchia giunta. Ecco perchè lo sviluppo interno dello stadio, per ora, è stato fermato.