9 luglio 2020
Aggiornato 07:00
L'inchiesta

Sereni Orizzonti si difende: «Non ci sono prove documentali per il reato contestato»

«Quanto è avvenuto non ha peraltro interrotto la normale attività dell'azienda e non ha compromesso la solidità economico-finanziaria del gruppo»
Sereni Orizzonti si difende: «Non ci sono prove documentali in relazione all’ipotesi di reato contestato»
Sereni Orizzonti si difende: «Non ci sono prove documentali in relazione all’ipotesi di reato contestato»

UDINE - I provvedimenti giudiziari eseguiti questa mattina hanno colpito il vertice nonché manager e funzionari di un’azienda di primaria importanza nel suo settore, che dà lavoro a oltre 3.000 dipendenti e che fornisce servizi sanitario-assistenziali a 5.600 anziani ospitati in 80 strutture. «Il fascicolo dell’inchiesta - si legge in una nota diffusa dall'azienda - non contiene alcuna prova documentale in relazione all’ipotesi di reato contestato e siamo certi che in sede giudiziaria verrà riconosciuta l’innocenza sia dell’azionista di riferimento Massimo Blasoni sia dei collaboratori della società».

«Quanto è avvenuto - aggiunge il testo - non ha peraltro interrotto in alcun modo la normale attività nella sede centrale di Udine (dove è subito ripresa dopo che la Guardia di Finanza ha terminato la sua ispezione) così come in tutte le nostre strutture. Abbiamo già messo a disposizione dell’autorità giudiziaria la somma sequestrata a titolo cautelativo e confermiamo che quanto è accaduto non ha in alcun modo compromesso la solidità economico-finanziaria del gruppo, che resta in grado di adempiere a tutti i suoi impegni».