25 febbraio 2020
Aggiornato 17:00
La cerimonia

Vittime di Gonars: per Riccardi Fvg è porta di dialogo tra Oriente e Occidente

"Il campo di internamento deve essere commemorato come un luogo unico, simbolico affinché rappresenti ciò che non vogliamo accada più"
Vittime di Gonars: per Riccardi Fvg porta di dialogo tra Oriente e Occidente
Vittime di Gonars: per Riccardi Fvg porta di dialogo tra Oriente e Occidente

GONARS - «Dagli errori e dagli orrori del passato è nata un'Europa di popoli e di relazioni, strumento determinante per l'unico obiettivo possibile: la pace e la prosperità sul nostro continente. La memoria del campo di concentramento di Gonars deve ricordarci anche questo, ovvero che la nostra Europa è nata dall'odio verso le diversità, in qualsiasi forma si presentassero, per diventare luogo di accoglienza, di democrazia e di confronto». Lo ha detto il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, durante la cerimonia di commemorazione, nel Sacrario monumentale del cimitero di Gonars, delle oltre 500 vittime del campo di concentramento per internati civili, sloveni e croati allestito nella località durante la II Guerra Mondiale.

«Il campo di internamento deve essere commemorato come un luogo unico, simbolico affinché rappresenti ciò che non vogliamo accada più e sia presente, a futura memoria, di ciò che non vogliamo più essere» ha indicato Riccardi, sottolineando la brutale oppressione perpetrata su donne, bambini e uomini provenienti dalla Slovenia e dalla Croazia occupate dai nazifascisti e auspicando che «esso abbia sempre la forza di generare per noi gli anticorpi necessari a respingere qualsiasi forma di violenza, sopraffazione e negazione dell'altro che possano presentarsi». L'auspicio del vicegovernatore è stato anche quello di proseguire a rafforzare la capacità del Friuli Venezia Giulia, porta fra l'Occidente e l'Oriente d'Europa, in termini di dialogo e relazione fra i popoli. «Il sacrario - ha continuato Riccardi - deve essere simbolo di un'attiva capacità di relazioni pacifiche verso la vasta area a noi vicina; territori accomunati da una cultura condivisa della sofferenza ma anche della cristianità, del perdono, del confronto, del dialogo».

«L'Europa - ha evidenziato Riccardi - è nata da un grande sogno di superamento delle divisioni e oggi ci stringiamo attorno a questo luogo sacro del dolore confermando i principi della democrazia e della fratellanza europea affinché il sogno dei Padri fondatori continui ad essere esempio per le nostre genti». Alla cerimonia, nel corso della quale è stata deposta la corona commemorativa, hanno partecipato i rappresentanti istituzionali italiani, croati e sloveni fra cui il sindaco di Gonars, Ivan Boemo, il ministro per gli Sloveni oltre confine nel mondo, Peter Jozef Cesnik, il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, Slavko Malnar per l'associazione combattenti antifascisti di Rijeka e il presidente dell'Anpi Udine, Dino Spanghero.