18 novembre 2019
Aggiornato 09:00
L'intervento

Sanità, Shaurli (Pd): «Fedriga fa propaganda sulle liste d'attesa»

Per il segretario dem la giunta non dice che l'unico modo per ridurre i tempi è investire in personale, tecnologie e organizzazione
Cristiano Shaurli
Cristiano Shaurli

UDINE - "La propaganda è il metodo di governo leghista anche nella sanità Fvg: con la giunta Fedriga le liste d'attesa sono abolite per legge. La realtà concreta invece i cittadini la vivono ogni giorno e saranno loro a smascherarli». Lo afferma il segretario regionale del Pd Fvg Cristiano Shaurli, commentando il Piano Fvg per le liste d'attesa, reso noto dall'esecutivo regionale guidato dal presidente Massimiliano Fedriga.

«Hanno dato fiato alle trombe - indica il segretario dem - per dire che fanno le stesse cose previste nel Piano nazionale liste d’attesa concordato da mesi nella Conferenza Stato-Regioni. Ma non dicono che l'unico modo per ridurre le liste d'attesa è investire in personale, tecnologie e organizzazione, altrimenti l'alternativa resta il privato. Le Aziende sono rese responsabili ma sta alla Regione metterle in condizione di rendere i servizi necessari: ai cittadini vanno date cure, non rimborsi da spendere e regalare ai privati». Per Shaurli «il nostro sistema sanitario sta subendo scossoni potenti, con le indicazioni dei tecnici in progressivo conflitto con le scelte della politica, mentre incombono sempre più problemi di tenuta dei conti. Fedriga, invece di fare propaganda si occupi di questo».

Sulle linee generali della riforma, il responsabile Sanità del Pd Fvg, Roberto Trevisan, sottolinea che «il progetto certo pare in continuità con la legislazione precedente ma è furbescamente reticente perché rimanda molte decisioni a delibere di giunta, ad atti aziendali, accordi contrattuali, attività dell'Arcs (ente che finora non ha nemmeno iniziato il suo lavoro) e in molte parti è scritto con una superficialità forse addirittura ricercata». E continua Trevisan: «centralizzazione delle funzioni ospedaliere (altro che specializzazione degli ospedali periferici), centralizzazione delle attività distrettuali, soffocamento degli organici sanitari negli enti pubblici per giustificare un aumento del ricorso alla sanità privata: ecco servita la riforma sanitaria di questa amministrazione regionale».

«Questa 'riforma' - spiega Trevisan - è un progetto insidioso, perché qua e là inserisce le chiavi che apriranno le porte al prossimo giro di centralizzazione delle attività socio-sanitarie distrettuali, con svuotamento delle funzioni dei singoli distretti e il loro inevitabile accorpamento. Si cancella l'esistenza in regione dei Presidi Ospedalieri per la Salute: Gemona ad esempio non ha più un Punto di Primo Intervento ma diventa soltanto una dépendance riabilitativa dell'Ospedale Gervasutta. Si descrivono le funzioni dei Centri per la Salute Mentale senza specificare se continueranno a svolgere le loro funzioni sulla 24 ore, come attualmente si verifica in quasi tutti i Csm».