18 novembre 2019
Aggiornato 11:00
Udine

L'allarme dei 5 Stelle: «Mancano psicologi nell'area materno-infantile»

Per Sergo e Ussai si rischia il blocco dei servizi per 400 bimbi disabili della città
L'allarme dei 5 Stelle: «Mancano psicologi nell'area materno-infantile»
L'allarme dei 5 Stelle: «Mancano psicologi nell'area materno-infantile»

UDINE - Mancano psicologi nell'area materno-infantile del distretto di Udine e i servizi per 400 bambini con diverse disabilità rischiano il blocco. L'allarme è di Cristian Sergo e Andrea Ussai, «sulla base di numerose segnalazioni arrivate dalle famiglie che si trovano a fronteggiare la pressochè totale impossibilità di accedere ai percorsi di supporto o, qualora siano già presi in carico, di avere le necessarie valutazioni per ricalibrare il servizio. Stando a quanto ci è stato segnalato - spiegano i due consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle -, il distretto di Udine, già sottodimensionato rispetto alla mole di lavoro, sarebbe in una vera e propria situazione di emergenza per mancanza di personale. Parliamo di un'area che interessa 160mila abitanti e di circa 400 bambini che già da mesi non possono fruire di servizi fondamentali per il loro sviluppo".

«Nonostante le rassicurazioni e un concorso già espletato (la graduatoria è stata stilata a ottobre), ancora non si sa nulla di assunzioni che risultano indispensabili e la cui necessità era nota già da mesi. Infatti, la criticità che salta maggiormente all'occhio è quella relativa alla scuola - sottolineano i consiglieri del M5S -. La norma prevede che le équipe di integrazione scolastica si riuniscano almeno due volte all'anno per valutare la situazione e gli eventuali correttivi da apportare nei percorsi dei singoli ragazzi. Ma la carenza di psicologi ha costretto a rinviare a data da destinarsi la riunione di inizio anno scolastico e, senza un intervento immediato, si rischia che questi incontri non si tengano nemmeno una volta durante l'anno, non solo contravvenendo a quanto previsto dalla legge ma, soprattutto, arrecando un grave danno agli studenti».

«Il problema però non riguarda soltanto la scuola. Le famiglie con bambini disabili devono già fare i conti con liste d'attesa di circa un anno e mezzo per la prima visita valutativa e sappiamo quanto il fattore tempo sia fondamentale in queste circostanze - aggiungono Ussai e Sergo -. La situazione in essere costringe il distretto di Udine a sospendere i nuovi accessi ai servizi, prendendosi carico soltanto dei casi più gravi. Nella seduta del Consiglio regionale della prossima settimana - concludono gli esponenti pentastellati - interrogheremo su questa vicenda la Giunta regionale. Ci auguriamo che ci sia già in atto un'azione per risolvere i problemi e che non si continui a navigare a vista in attesa della nomina del direttore generale. L'integrazione sociosanitaria e il rinforzo del territorio, così sbandierati nella riforma appena illustrata, si raggiungono innanzitutto attraverso un'adeguata dotazione di personale».