18 novembre 2019
Aggiornato 10:30
Udine

Rifiuti differenziati male: l'errore coinvolge l'80% di quello che mettiamo nei sacchi del secco

L’errore più rilevante commesso è la spropositata quantità di scarti alimentari (frutta, verdura) e avanzi di cibo (pasta, riso, panini, pesce, carne, uova)
Rifiuti differenziati male: l'errore coinvolge l'80% di quello che mettiamo nei sacchi del secco
Rifiuti differenziati male: l'errore coinvolge l'80% di quello che mettiamo nei sacchi del secco

UDINE - Cosa c’è realmente in un sacco della raccolta indifferenziata? Purtroppo, nei cassonetti del rifiuto secco residuo, storicamente, vengono sistematicamente gettate erroneamente tipologie di rifiuto che potrebbero essere facilmente differenziate come carta, cartone, plastica, vetro e organico. Già nel novembre 2018 a Udine Arpa e Net avevano certificato, in seguito alle analisi merceologiche effettuate in piazza, che circa il 70% del materiale trovato nei sacchi del secco residuo poteva essere differenziato a monte dai cittadini e conferito correttamente nei contenitori per la differenziata.

Trend purtroppo confermato, anzi peggiorato, durante l’edizione 2019 di 'Rifiuti in piazza' svoltasi nella mattinata del 5 novembre, all’interno della Circoscrizione 2, in Piazza Rizzi, dove i tecnici di Arpa Fvg e di Net assieme ai numerosi cittadini presenti, hanno aperto, vagliato e analizzato il contenuto cinque grandi sacchi di rifiuti provenienti dai cassonetti stradali per il rifiuto secco residuo (indifferenziato) dislocati lungo alcune vie della zona. Il risultato, come già anticipato, non è stato particolarmente positivo: sono stati rilevati all’interno dei sacchi moltissimi scarti da cucina e avanzi di cibo, alimenti scaduti all’interno delle confezioni, bottiglie in plastica, contenitori in tetra pak, riviste e giornali, una quantità spropositata di imballaggi in plastica di vario genere, pile portatili, bottiglie in vetro e lattine. L’81% dei rifiuti trovati all’interno dei sacchi, poteva essere differenziato.

L’errore più rilevante commesso - hanno concordato a margine dell’iniziativa i tecnici - è la spropositata quantità di scarti alimentari (frutta, verdura, ecc) e avanzi di cibo (pasta, riso, panini, pesce, carne, uova) trovata e pari al 50% di rifiuto organico il quale poteva e doveva essere conferito negli appositi cassonetti di colore marrone. Non vanno inoltre sottovalutate, anche in termini di volume oltre che di peso, le quantità importanti di imballaggi in plastica, carta, vetro e barattolame trovate all’interno sempre dei sacchi dell’indifferenziato. Il sistema di raccolta domiciliare dei rifiuti - a detta dei tecnici - è il metodo sicuramente più immediato ed efficace per migliorare la raccolta differenziata, la qualità del materiale differenziato e al contempo educare e formare puntualmente le persone. Molto positivo invece l’approccio e l’interesse dei cittadini presenti all’iniziativa i quali hanno effettuato domande di carattere generali o precise, chiesto informazioni, interagito costruttivamente con i tecnici, portando ad esempio le loro esperienze o difficoltà in merito alla differenziazione dei rifiuti.

«Il sistema 'casa per casa' è stato progettato anche per sminare una volta per tutte questo particolare problema e ridurre gli errori a monte in fase di conferimento da parte del cittadino - dichiara il direttore di Net Massimo Fuccaro -. Questo modello, per come è stato concepito, ha tra i numerosi obiettivi ambientali una drastica riduzione, in termini di volume e peso, della frazione secca non riciclabile e al contempo l’innalzamento deciso e importante della qualità e la purezza delle frazioni riciclabili e valorizzabili come carta, plastica, vetro, metalli e organico. Vogliamo ascoltare gli utenti, ma soprattutto educare la cittadinanza alla nuova raccolta «casa per casa». Ringraziamo Arpa, Regione Fvg e Comune di Udine che hanno permesso questa prima (di molte) iniziative di educazione ambientale peraltro molto pratiche ed efficaci. Al di là di ogni polemica, vogliamo e dobbiamo lavorare uniti per la qualità della vita dei cittadini, siamo qui per fornire il miglior servizio possibile, all’avanguardia e al passo con le modalità di raccolta dei rifiuti del resto d’Europa. Pensiamo solamente che ben 26 importanti e grandi città europee applicano con soddisfazione ed efficacia sistemi di raccolta domiciliare simili a quello che stiamo avviando», conclude Fuccaro.