8 dicembre 2019
Aggiornato 02:00
Musica

Pfm elevata alla De André uguale sold out!

Standing ovation per la Premiata Forneria Marconi al Teatrone
Pfm elevata alla De André uguale sold out!
Pfm elevata alla De André uguale sold out!

UDINE - Spettacoli su De André, riletture di De André, omaggio a De André, sala consiliare dedicata a Fabrizio De André, album cover di De André, tutti che erano amici intimi di Faber e - non ultima - fiction mamma RAI su De André con l’attore piacione di turno ad impersonificarlo De André di primo, De André di secondo, di contorno, alla frutta, caffè, ammazza De André. Vent’anni di celebrazioni, tributi, speculazioni più o meno sentite, più o meno vere, più o meno riuscite sul più grande cantautore che il nostro paese abbia avuto.

E certune da evitare come la peste, se dobbiamo esser sinceri fino in fondo. Differente appariva sin dal principio il progetto PFM canta De André, tour in ricordo di quello ammantato di mitologia di quarant’anni or sono tutto made in Genova. E così è stato, e ad autentica di quanto la standing ovation finale, rara in questi lidi. La prima parte dello show Franz Di Cioccio e compagni sparano fuori i classiconi di Faber in salsa prog, ma «Bocca di Rosa» ed «Andrea» hanno bisogno viscerale delle inflessioni della voce del Poeta ed il risultato non appare proprio eccezionale.

Quando vai a seguire questi mostri sacri del passato la parte più interessante dello spettacolo risulta sovente quella degli aneddoti: racconti di un’era che non c’è più questa volta ambientati in una Sardegna che trascende l’isola del divertimento e del mare azzurro in virtù della terra del Vermentino che annaffia scorpacciate di funghi e pecorino; è qui che la band, di ritorno da un lungo tour internazionale, propone al protagonista di fare come si fa all’estero, di mettersi insieme: «Faber, perchè non partiamo per un tour? Come Jackson Browne e gli Eagles, come Dylan & The Band! Facciamolo anche noi in Italia, non possiamo continuare a vivere sempre come Guelfi e Ghibellini!» E poi FDA che ci pensa, chiede consigli ad amici, discografici, addetti ai lavori: «Belìn, non farlo, la critica ti stroncherà!» E la risposta - in direzione ostinata e contraria - in puro stile: «tutti dicono di non farlo, allora lo faccio!» E questa è la genesi.

Seconda parte del live: decisamente riuscita. La Buona Novella, idolatrato concept album datato 1970 che metteva in scena la rilettura del Cristianesimo tramite i Vangeli Apocrifi, condita in salsa anarchica. La versione della PFM è a dir poco superlativa dove la musica - come un abito sartoriale - riveste la poesia, ultimo regalo degli amici di sempre... all’amico di sempre. Ecco che l’ensemble ora suona sé stesso! Bomba progressive senza interruzione dove nove elementi si trovano all’unisono. Risultato: pubblico in delirio. «Amico Fragile» a chiudere, con il frontman visibilmente commosso.

Piacevole divertissement a coinvolgere la platea sulle note di Brancaleone alle Crociate starring Vittorio Gassman ed un certo Paolo Villaggio, per chi non lo sapesse oltre che celeberrimo attore della commedia all’italiana anche uno che a suo tempo scrisse qualche testo per il compaesano Fabrizio. I bis con «Il pescatore», assoli di violino e chitarra da pelle d’oca. L’ultra settantenne Randagio (come da t-shirt) in trance agonistica, non sta più nella pelle e spodesta il batterista per riprendersi il trono: il re del drumming tricolore si scatena a traino di quella che è stata con ogni probabilità la miglior band di rock progressivo del Belpaese! Stacchi finali nella miglior tradizione in un medley che si chiude sulle note moog di «Impressioni di settembre» e che ti lascia il sapore in bocca di nostalgia rarefatta. Tutti in piedi, forse più per la storia che per l’esibizione. Ma signori miei… questa è Storia! E per gli appassionati di una certa epopea mercoledì prossimo (20 novembre) al Giovanni da Udine è di scena il progetto Musical Box con le musiche dei Genesis. Siete tutti avvisati!