8 dicembre 2019
Aggiornato 01:00
Il 22 novembre, dalle 20

Mantenersi giovani si può: il dott. Di Benedetto spiega come all’Asu

L'Associazione Sportiva Udinese ha deciso di promuovere un incontro aperto a tutti (soci e non) per parlare dell’importanza fondamentale dell’attività fisica
Mantenersi giovani si può: il dott. Di Benedetto spiega come all’Asu
Mantenersi giovani si può: il dott. Di Benedetto spiega come all’Asu Shutterstock

UDINE - Se ne parla molto. A dire il vero se ne sente parlare sempre più spesso, in tv, alla radio, sui giornali. I benefici dell'attività fisica sono al centro di molti approfondimenti e di una capillare attività di divulgazione da parte di molte realtà pubbliche o private, e di numerosi professionisti. È in questo vivace contesto che l'Associazione Sportiva Udinese ha deciso di promuovere un incontro aperto a tutti (soci e non) il prossimo 22 novembre, dalle 20, nella sua sede (sala scherma) di via Lodi 1, a Udine. Info 0432.541828, 366.5675188.

L’OSPITE - A raccontare «Come mantenersi giovani senza farmaci» ci sarà un ospite d'eccezione, il dottor Paolo Di Benedetto, fisiatra e neurologo. Già primario (fino al 2001) fisiatra all'azienda ospedaliero-universitaria di Trieste e direttore (fino al 2010) della struttura complessa di Medicina Fisica e Riabilitazione Gervasutta di Udine, nel 2008 è stato fra i più convinti propugnatori dell'attività fisica adattata (AFA), oggi è libero professionista. «Siamo molto contenti di questo appuntamento - ha sottolineato Alessandro Nutta, presidente dell'Associazione Sportiva Udinese -. Da sempre abbiamo investito sull'agonismo, ma siamo comunque molto attenti al benessere della persona a 360 gradi, non a caso sosteniamo progetti di sport non agonistico che abbiano anche un forte impatto sociale di integrazione (sport integrato, disabilità grave) e attività per la terza e la quarta età (ginnastica dolce e progetto AFA, in collaborazione con l’AsuiUd)».

ATTIVITÁ FISICA E BENEFICI – Venerdì prossimo, in una chiacchierata assieme a Irene Cavalletti, che all'Asu si occupa dei corsi per adulti, il dottor Di Benedetto spiegherà le ragioni che portano un sempre maggior numero di persone (e sanitari) a ritenere che «se esistesse un farmaco capace di offrire tutti i benefici dell’attività fisica, sarebbe il più venduto al mondo», come lui stesso ha ricordato.

STARE BENE - Assieme a una dieta equilibrata e un sufficiente sonno notturno, l'attività fisica è una delle buone abitudini che possono aiutarci a stare bene e contribuire a prevenire diverse patologie. Alcuni studi hanno anche dimostrato che «fare ginnastica» può aiutare nella prevenzione di alcuni tumori: «Questo è risaputo, studiato - ha ricordato Di Benedetto -. In particolare, nella donna il cancro alla mammella, e nell'uomo e nella donna i tumori del colon. C'è diversa letteratura in merito». Solo un esempio. «Ci sono alcuni psichiatri che prima di dare farmaci prescrivono dell'attività fisica», che nei casi meno gravi può essere d'aiuto per risollevare il tono dell'umore. 

TERZA ETÁ E MOVIMENTO - Muoversi (sempre secondo le proprie esigenze) è fondamentale anche nella terza età: «Tante volte la prima risposta di un collega è quella dare un farmaco. Eppure in alcuni casi basterebbe un approfondimento e la valutazione di altre possibilità, come l'attività fisica, appunto, che è risaputo essere la miglior medicina al mondo». Nel caso degli anziani, poi, «oltre a permettere di mantenere l'autonomia funzionale, previene il decadimento cognitivo. È uno degli elementi che può contribuire a spostare temporalmente la senilità. Ma aiuta anche il tono dell'umore, che è un grosso problema nell'anziano».