24 settembre 2020
Aggiornato 04:00
Udine

«Siamo tutti sconvolti e sotto choc». La dirigente dell'Uccellis parla della morte di Penelope

Le parole di Anna Maria Zilli dopo la tragedia che ha causato il decesso della bimba di 7 anni nella chiesa di Santa Chiara

UDINE - Una vera tragedia, che ha lasciato senza parole l'intera città. La morte della bimba di 7 anni, Penelope, avvenuta giovedì sera nella chiesa di Santa Chiara, in via Gemona, a causa del ribaltamento di un'acquasantiera, ha scatenato la reazione emotiva di Udine e non solo. «Siamo tutti sconvolti e sotto choc, non ci sono parole per dire quanto siamo affranti e addolorati. Cercheremo di esprimere alla famiglia tutta la vicinanza possibile». Queste le uniche parole che è riuscita a pronunciare la dirigente dell'Uccellis, Anna Maria Zilli. «Penelope - aggiunge - era una brava bambina, un'alunna solare, comunicativa, ben voluta dalle insegnanti e anche dai compagni. Era appassionata di ballo, seguiva anche i corsi interni alla scuola di danza moderna e hip-hop che le piacevano moltissimo».

La tragedia è avvenuto attorno alle 16.30

Tutto è accaduto in pochi minuti: verso le 16.30 la piccola era insieme agli altri bambini della seconda A della primaria dell'Educandato Uccellis. Stavano visitando la cappella della chiesa di Santa Chiara. Penelope si sarebbe avvicinata all'acquasantiera in marmo, finendo per essere travolta dal pesante manufatto l'ha travolta. Forse si è aggrappata o forse ha urtato l'acquasantiera in maniera accidentale. Sarà la Procura a stabilirlo.

La piccola è morta in ospedale

Immediato i soccorsi, con le condizioni della bimba che sono apparse subito disperate. La corsa in ospedale purtroppo non è servita a salvare la vita alla bambina, che abitava a Udine. Ora sono in corso le indagini da parte dei carabinieri, che dovranno accertare eventuali responsabilità ricostruendo l'accaduto. Venerdì nell'aula magna della scuola i bambini di alcune classi, quelle maggiormente coinvolte dalla tragedia, e molti dei loro genitori sono stati accolti dalla psicologa della scuola. Gli alunni sono poi rientrati nelle proprie classi dove è proseguita un'attività dedicata. Molti hanno fatto dei disegni che poi sono stati appesi sulla porta della chiesa di Santa Chiara.