28 settembre 2020
Aggiornato 13:00
L'evento

Ad Artegna scelto il miglior muset friulano

Quinta edizione del concorso svoltosi nell'ambito della manifestazione «Purcit in Staiare»

ARTEGNA - Colori, profumi, aromi speziati e sensazioni al palato: sono solo alcune delle caratteristiche che hanno decretato la classifica alla quinta edizione del concorso per il migliore muset friulano, svoltosi ad Artegna nell’ambito della manifestazione Purcit in Staiare. Un’edizione che ha visto il record di concorrenti, ben 22 nelle due sezioni ‘produttori generali’ e Piccole produzioni locali (Ppl). Il migliore tra tutti i segnalati è risultato quello dell’azienda agricola di Francesco e Giulio Urli e Sandra Zaccomer di Magnano in Riviera, seguito dal muset dell’azienda Luigi e Paolo Baldo e da quello dell’azienda Dino Luis. Tra i produttori convenzionali segnalate l’Agricola Boscutti Bruno e C., l’azienda agricola Campaner e la macelleria Lizzi.

Per partecipare alla graduatoria generale i produttori piccoli, artigianali o anche industriali hanno fornito alla giuria un loro prodotto, ciascuno secondo la propria ricetta, che è stato valutato per le proprie caratteristiche sia da crudo sia dopo la cottura. La gara, organizzata dalla Pro Loco di Artegna con il supporto dell’agenzia di cluster Agrifood Fvg per la gestione tecnica, ha visto la commissione composta da dieci giudici, esaminare le caratteristiche merceologiche, la tecnica di preparazione e le proprietà organolettiche all’assaggio di ogni singolo muset. Per tutti i 22 cotechini i parametri di giudizio sono stati l’aspetto interno, esterno e il profumo; all’assaggio è stata valutata la consistenza, la compattezza, la tenuta delle fette e la speziatura.

«È stato molto difficile sviluppare un modo per giudicare l’appiccicosità, in friulano il ‘tacadiç’, del prodotto cotto ma forse proprio questo, assieme alla bilanciata speziatura, è stato l’elemento che più ha discriminato i diversi prodotti» ha commentato Pierpaolo Rovere, direttore di Agrifood Fvg che ha gestito la procedura di valutazione, rigorosamente alla cieca. «I produttori Ppl sono agricoltori che trasformano e vendono il proprio suino, sino a 30 capi, interamente nella loro azienda dopo un opportuno percorso formativo - ha sottolineato Renato Baret, tecnico dell’Associazione Allevatori Fvg e presidente della commissione durante la premiazione -. Questa è la dimostrazione di come si possano valorizzare anche le piccole produzioni attraverso un progetto specifico che la Regione Friuli-Venezia Giulia ha fortemente voluto, garantendo la qualità e la sicurezza dei prodotti».

A conclusione, la premiazione è stata affidata all’assessore regionale Barbara Zilli, che ha sottolineato come sia importante mantenere e valorizzare i prodotti del nostro territorio, soprattutto in ambito montano, attraverso la qualità e l’autenticità dei prodotti.