25 gennaio 2020
Aggiornato 12:00
Sanità FVG

49 milioni per il polo ospedaliero di Pordenone

La parte più consistente delle risorse verrà utilizzata per dotare il Santa Maria degli Angeli di nuove attrezzature tecnologiche sanitarie
Interno di una sala operatoria
Interno di una sala operatoria ANSA

PORDENONE - «Con i quasi 49 milioni di euro stanziati dalla Giunta regionale a favore dell'ospedale di Pordenone e della Cittadella della Salute viene data la totale copertura finanziaria a due interventi che, altrimenti, rischiavano di restare una scatola vuota». Lo ha affermato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, partecipando oggi a Pordenone, insieme al vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, e numerosi consiglieri regionali di Maggioranza della Destra Tagliamento, a una conferenza stampa nel corso della quale è stato illustrato un provvedimento adottato ieri dall'Esecutivo.

La delibera assegna all'ospedale di Pordenone ulteriori 47,9 milioni di euro ai quali si aggiungono altri 960mila euro destinati alla Cittadella della salute. La parte più consistente delle risorse verrà utilizzata per dotare il Santa Maria degli Angeli di nuove attrezzature tecnologiche sanitarie (circa 37 milioni), mentre la parte rimanente servirà per l'acquisto di attrezzature, arredi e infrastrutture telematiche e Ict.

L'individuazione di ciò che verrà destinato alle due strutture è stato il frutto di una ricognizione compiuta da un gruppo di lavoro regionale al quale ha collaborato anche l'Aas5, in sinergia con l'Arcs e la direzione regionale Salute. Grazie a questi fondi, dal 2020 potranno partire le gare per l'acquisto del materiale, iter che si incastrerà con quello riguardante il completamento delle due infrastrutture, consentendo così di renderle pienamente operative una volta terminati i lavori edili.

Il quadro economico per la realizzazione dell'ospedale si compone così ora di 214,6 milioni di euro, di cui 51,2 milioni di fondi statali, 154,4 milioni di poste regionali e altri 9 milioni provenienti dal Por Fesr 2014-20. Per la Cittadella della Salute, invece, allo stanziamento di 1 milione di euro da parte dello Stato, si aggiungono altri 11,4 milioni di fondi regionali. La somma delle poste per la realizzazione di entrambe le opere ammonta quindi a complessivi 227,1 milioni di euro.

«In passato - ha ricordato Fedriga - era stato detto che queste due opere potevano godere della completa copertura finanziaria ma, conti alla mano, così non è. Per questo motivo la Regione, con la delibera di ieri, ha garantito i fondi necessari al completamento dell'ospedale e della Cittadella della Salute. Diversamente, sarebbe stato irresponsabile non portare a termine un importante impegno finanziario, con il quale si garantisce un servizio non solo ai cittadini di questa zona ma dell'intero Friuli Venezia Giulia».

Il governatore ha poi ricordato la strategicità delle strutture pordenonesi nell'ottica di arrestare la fuga di pazienti in ospedali fuori regione. «Il raddoppio degli investimenti nella sanità pubblica rispetto al passato - ha evidenziato Fedriga - e l'allargamento dell'attività a favore del privato convenzionato, consentono di arrestare l'emorragia di pazienti che dal Friuli Venezia Giulia ricorrono a strutture di regioni a noi vicine, pagando così altrove le prestazioni con i soldi dei cittadini di questo territorio. In questa ottica, il Pordenonese rappresenta un'area di importanza strategica per compiere questi investimenti; lasciarla scoperta rappresenterebbe un rischio per l'intero sistema della salute della nostra regione».

Dal canto suo, il vicegovernatore ha posto in evidenza come i fatti dimostrino l'attenzione che la Giunta Fedriga ha sempre riposto nei confronti della sanità pordenonese. «Senza questa iniezione di risorse - ha spiegato Riccardi - il nuovo Santa Maria degli Angeli non avrebbe potuto funzionare perché sarebbe stato privo delle necessarie attrezzature».

«Tutti gli investimenti - ha evidenziato il vicegovernatore con delega alla Salute - erano già stati previsti nel quadro economico approvato a suo tempo dalla Giunta Tondo nel 2012, valori poi rivisti dal successivo Esecutivo. Quest'ultima delibera è importante anche per un altro motivo: è la dimostrazione pratica che non solo non esiste alcuna strategia per il depauperamento della sanità pordenonese ma, anzi, che si sta procedendo al suo potenziamento».

«Se accanto alle risorse per il completamento dell'ospedale si aggiungono anche quelle per dotare il Cro di Aviano dell'apparecchiatura per la protonterapia - ha concluso Riccardi - questo territorio potrà contare su altri 90 milioni di euro circa, cifre che dimostrano il contrario di quanto qualcuno vorrebbe far credere».