22 ottobre 2020
Aggiornato 06:00
Il 12 dicembre

Memoria di una strage: piazza Fontana 50 anni dopo

Al Teatro Pasolini di Cervignano dalle 19, il docufilm “12 dicembre” di Pier Paolo Pasolini, il Magistrato Felice Casson e la suite in prima assoluta del pianista Claudio Cojaniz

CERVIGNANO - Giovedì 12 dicembre, al Teatro Pasolini di Cervignano (dalle ore 19), il ricordo in immagini, parole e musica, della strage fascista di Piazza Fontana, avvenuta a Milano il 12 dicembre 1969, un vile attentato che segnò l’inizio, in Italia, di un decennio di stragi e sangue, con decine di morti e feriti e con riverberi ancora percettibili nella nostra società, che vide alti apparati dello Stato coinvolti con diversi ruoli in connivenze con l’estrema destra, tra indagini pilotate (ricordiamo la morte dell’anarchico Pinelli...) e continui depistaggi.

PROGRAMMA - Alle 19 la proiezione del docufilm di Pier Paolo Pasolini «12 dicembre» (realizzato pochi mesi dopo l’attentato alla Banca dell’Agricoltura); la proiezione del filmato, recentemente restaurato dalla cineteca di Bologna, sarà preceduta da una presentazione di Piero Colussi, Direttore del Centro Studi «Pier Paolo Pasolini» di Casarsa. Alle 20,30 lo scrittore Fabio Turchini e il presidente dell’Associazione Teatro Pasolini, Giancarlo Velliscig, dialogheranno con un ospite d’eccezione, il Magistrato Felice Casson che, oltre a svolgere diverse inchieste sulle trame nere e su Gladio, ebbe parte in alcuni dei processi che per decine d’anni hanno tentato di svelare i segreti, in parte ancora irrisolti ed impuniti, sullo sfondo di questo orrendo crimine. Al termine, l’esecuzione in prima assoluta della Suite «12 Dicembre nero - memoria di una strage», composta per l’occasione da Claudio Cojaniz ed eseguita dal gruppo Coj & Second Time. «In queste occasioni – spiega il pianista friulano - un musicista deve aprire la propria sensibilità non solo al ricordo, così terribile ed angoscioso, di quell'avvenimento, ma dare corpo alla poetica più profonda che un evento simile pretende. Con questa «suite in sette parti» vogliamo rendere omaggio alle vittime di quella strage, ma soprattutto cantare la più radicale rivolta a ciò che la determinò. Tutto questo per non dimenticare, affinchè le nuove generazioni sappiano trasformare l'orrore del mondo in coscienza civile.»
 
INFO - www.teatropasolini.it | www.euritmica.it |