9 luglio 2020
Aggiornato 07:00
Udine

Rimborso fino a 1.200 euro per le ristrutturazioni degli impianti condominiali

La fase sperimentale avrà una durata di 3 anni, dal gennaio 2020 a dicembre 2022, per gli impianti realizzati prima del 1970 o nella fascia temporale 1970-1985, se ritenuti critici
Rimborso fino a 1.200 euro per le ristrutturazioni degli impianti condominiali
Rimborso fino a 1.200 euro per le ristrutturazioni degli impianti condominiali Pixabay

UDINE - L’Autorità di Regolazione, per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) ha avviato una procedura sperimentale per l’ammodernamento degli edifici condominiali più datati, con rimborsi al condominio fino a 1.200 euro per appartamento coinvolto e fino a 900 euro per ogni piano. Si tratta di un contributo per promuovere il rinnovo dei vecchi impianti elettrici interni ai condomini e per migliorare la sicurezza e l’efficienza. La fase sperimentale avrà una durata di 3 anni, dal gennaio 2020 a dicembre 2022, per gli impianti realizzati prima del 1970 o nella fascia temporale 1970-1985, se ritenuti critici.

L’obiettivo dell’Autorità è quello di incentivare la messa in sicurezza dei condomini più datati che potrebbero non essere più in possesso delle certificazioni sugli impianti elettrici, facilitando l’accordo tra gli amministratori di condominio e i distributori di energia elettrica per rinnovare le colonne montanti vetuste, mantenendo in sicurezza gli edifici. Dato che la spesa per i condomini potrebbe rivelarsi particolarmente pesante, l’ARERA ha deciso di scendere in campo in aiuto delle famiglie con un bonus che ammortizza la spesa da sostenere. Una buona notizia questa insieme a quella della proroga dell’Ecobonus e del bonus ristrutturazioni anche per il 2020, che in parte sopperisce agli aumenti dell’energia elettrica dell’ultimo trimestre 2019.

Ogni nucleo familiare non dovrà occuparsi singolarmente della richiesta dell’agevolazione, ma sarà il condominio, attraverso l’amministratore, a richiederlo per tutti e a prendere contatti con il distributore di energia. È il distributore, infatti, a dover fornire al condominio una informativa preliminare, realizzando anche un preventivo con i costi, i tempo e le modalità per l’ammodernamento delle colonne montanti vetuste.
È importante sapere che: anche i condomini che deliberano l’inizio dei lavori non nel 2020, devono iniziare le procedure in tempi brevi: è necessario che le imprese distributrici presentino una bozza del piano di lavori entro il 30 giugno 2020.
A fine lavori, sarà necessario presentare la documentazione con le spese sostenute al distributore per ottenere il rimborso. Solo seguendo tale procedura il bonus sarà regolarmente erogato al condominio. L’Autorità eseguirà controlli a campione per evitare eventuali abusi.

Il contributo erogato si differenzia in base al tipo di lavori realizzati: la somma va da un minimo di 400 euro a 600 euro per piano e dai 700 ai 900 euro per utenza. Gli importi sono aumentati (da 700 a 900 euro per piano e da 1.000 a 1.200 euro per utenza) se in occasione dei lavori sulla colonna montante il condominio decide anche di centralizzare tutti i misuratori in un unico vano. In questo caso il contributo è maggiore perché vengono effettuati anche i lavori di posa dei nuovi collegamenti elettrici tra i contatori centralizzati e gli appartamenti, collegamenti che resteranno di proprietà del condominio.
Inoltre, si aggiungono 100 euro al metro (fino a massimo 1500 euro) per l’eventuale parte di cavo destinata a collegare la colonna montante il confine di proprietà. In questo modo dovrebbe essere possibile per i condomini, incrementare la potenza dell’edificio e arrivare fino a 6kW visto anche la crescente richiesta negli ultimi anni, di nuovi dispositivi di riscaldamento e raffrescamento elettrico (pompe di calore) e per la cucina (piastre a induzione).